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ExportMattia Esposito25 settembre 20268 minuti di lettura

Esportare vino negli Stati Uniti. Il TTB guarda l’etichetta, l’FDA guarda la cantina.

Esportare vino negli Stati Uniti vuol dire rispondere a due autorità federali. Il TTB controlla chi importa e l’etichetta, l’FDA controlla la cantina e la spedizione.

In breve

Serve un importatore con il basic permit del TTB. Il 27 CFR 1.20 vieta di esercitare l’attività di importare vino negli Stati Uniti senza un permesso federale. Per una cantina italiana il primo passo è quindi scegliere chi importa: il permesso ce l’ha lui, e a lui si legano l’etichetta e lo sdoganamento.

L’etichetta si approva prima della stampa. Per il 27 CFR 4.40 il vino in bottiglia non esce dalla custodia doganale se chi lo ritira non possiede un certificato di approvazione dell’etichetta, il COLA, e se le bottiglie non portano etichette identiche a quelle del certificato.

La cantina si registra all’FDA e rinnova negli anni pari. Il 21 CFR 1.230 fissa il rinnovo fra il 1 ottobre e il 31 dicembre di ogni anno pari, quindi nel 2026 la finestra va dal 1 ottobre al 31 dicembre. Una registrazione non rinnovata, l’FDA la considera scaduta.

Questa pagina fa parte di esportare vino: i documenti, chi li emette e quando servono, e copre un solo mercato, gli Stati Uniti. La parte che il vino ha in comune con ogni spedizione fuori dall’Unione, cioè fattura, packing list e dichiarazione di esportazione, sta nei documenti che accompagnano la spedizione.

Come esportare vino negli Stati Uniti: i quattro passaggi

Per esportare vino negli Stati Uniti servono quattro passaggi, nell’ordine in cui si presentano: un importatore con il basic permit del TTB, un COLA per ogni etichetta, la cantina registrata all’FDA con un agente negli Stati Uniti, e il prior notice all’FDA prima di ogni arrivo. Il dazio si somma dopo, e si legge sulla tariffa del giorno.

PassaggioChi lo faLa regola
Importatore con basic permitTTB

L’importatore statunitense, che il permesso lo ha già.

27 CFR 1.20: senza permesso nessuno può importare vino per farne commercio.

COLA per ogni etichettaTTB

Chi ritira il vino dalla dogana, di norma l’importatore.

27 CFR 4.40: senza COLA il vino in bottiglia resta in custodia doganale.

Registrazione della cantinaFDA, con agente negli Stati Uniti

La cantina italiana, prima di produrre per quel mercato.

21 CFR 1.230 e 1.227: rinnovo negli anni pari, agente fisicamente presente.

Prior notice di ogni spedizioneFDA

Chi lo presenta si stabilisce per iscritto con l’importatore.

21 CFR 1.279: da 2 a 8 ore prima dell’arrivo, secondo il mezzo.

Chi può importare vino negli Stati Uniti: il basic permit del TTB

Negli Stati Uniti importa vino solo chi ha un basic permit rilasciato dal TTB, l’ufficio del Dipartimento del Tesoro che regola le bevande alcoliche. Il 27 CFR 1.20 stabilisce che nessuno, se non in forza di quel permesso, può esercitare l’attività di importazione di vino, né vendere o spedire il vino così importato.

«No person, except pursuant to a basic permit issued under the Act, shall: (a) Engage in the business of importing into the United States distilled spirits, wine, or malt beverages» (27 CFR 1.20)

Per una cantina italiana la conseguenza è pratica: la prima trattativa si fa con un importatore che il permesso lo ha già. È lui che ritira il vino dalla dogana, ed è a chi ritira il vino che la legge lega il certificato dell’etichetta. Per questo cambiare importatore dopo il primo ordine costa più che sceglierlo bene prima.

Cos’è il COLA del vino, e chi lo deve avere

Il COLA è il certificato di approvazione dell’etichetta rilasciato dal TTB, e senza COLA il vino in bottiglia resta in dogana. Il 27 CFR 4.40 lo scrive così: il vino importato in contenitori non può uscire dalla custodia doganale per il consumo se chi lo ritira non ha ottenuto e non possiede un COLA.

La seconda metà della regola è quella che costa: le bottiglie devono portare etichette identiche a quelle che compaiono sul certificato, oppure con le sole modifiche che il modulo autorizza. Si approva l’etichetta, poi si stampa il lotto. Un lotto stampato prima dell’approvazione, con un dettaglio diverso, è un lotto che non passa.

Il certificato appartiene a chi lo chiede. Se un importatore usa il COLA rilasciato a un altro, ogni bottiglia deve portare nome e indirizzo del titolare del COLA, e l’importatore deve poter dimostrare di essere autorizzato a usarlo. Chi cambia importatore deve quindi sapere prima di chi è il certificato delle proprie etichette.

Il COLA riguarda il vino con almeno il 7% di alcol in volume, importato nei contenitori della vendita al dettaglio: lo precisa il TTB nella pagina sull’etichettatura dei vini importati, aggiornata il 12 gennaio 2026. Il vino sfuso, in contenitori non destinati alla vendita al dettaglio, non ha bisogno del COLA al momento dell’importazione.

L’etichetta americana non sostituisce quella europea: l’articolo 119 del regolamento (UE) 1308/2013 vale anche per il vino destinato all’esportazione, come spiega la pagina su i documenti del vino e la sua etichetta. Le differenze fra i mercati di arrivo stanno in l’etichetta export, mercato per mercato.

Registrazione FDA della cantina: prima di produrre, con un agente negli Stati Uniti

La cantina italiana che produce vino per gli Stati Uniti si registra presso l’FDA prima di cominciare. Il 21 CFR 1.230 chiede la registrazione prima che lo stabilimento produca, trasformi, confezioni o conservi alimenti destinati al consumo negli Stati Uniti, e il 21 CFR 1.501 parla delle cantine come stabilimenti tenuti a registrarsi perché producono bevande alcoliche.

Una cantina estera indica anche un agente negli Stati Uniti. Il 21 CFR 1.227 lo definisce come una persona che risiede o ha una sede negli Stati Uniti, designata dallo stabilimento estero, e precisa che non può essere una casella postale, una segreteria telefonica o un servizio di risposta dove nessuno è fisicamente presente.

L’agente è il canale fra l’FDA e la cantina, per le comunicazioni ordinarie e per le emergenze, e l’FDA tratta le sue dichiarazioni come dichiarazioni della cantina. Per questo si sceglie con la stessa cura dell’importatore, e la scelta si mette per iscritto prima della registrazione.

Il rinnovo della registrazione FDA: dal 1 ottobre al 31 dicembre degli anni pari

La registrazione FDA di una cantina si rinnova ogni due anni, fra il 1 ottobre e il 31 dicembre di ogni anno pari. Lo stabilisce il 21 CFR 1.230(b). Nel 2026 la finestra va dal 1 ottobre al 31 dicembre, e la successiva si apre il 1 ottobre 2028.

Saltare la finestra ha una conseguenza scritta nel regolamento. Per il 21 CFR 1.241(b), se il rinnovo non arriva in quel periodo l’FDA considera scaduta la registrazione e tratta lo stabilimento come se non si fosse registrato. Non registrarsi o non rinnovare è un atto vietato dalla sezione 301(dd) del Federal Food, Drug, and Cosmetic Act.

«FDA will consider a registration for a food facility to be expired if the registration is not renewed» (21 CFR 1.241(b))

Il vino e il FSVP: l’esenzione delle bevande alcoliche

Il vino è esente dal FSVP, il programma con cui l’importatore americano verifica i fornitori esteri di alimenti. Il 21 CFR 1.501(e) esclude le bevande alcoliche importate da uno stabilimento che è tenuto a registrarsi presso l’FDA perché le produce, e che negli Stati Uniti avrebbe bisogno di un permesso o di una registrazione presso il Dipartimento del Tesoro.

L’esenzione copre il vino, non tutto quello che la cantina vende. Gli alimenti diversi dalle bevande alcoliche che arrivano dalla stessa cantina, come un olio o una confettura, sono esenti solo se preconfezionati in modo da evitare il contatto con le mani e se non superano il 5% delle vendite complessive dello stabilimento. Per un frantoio gli obblighi sono altri, e stanno in esportare olio negli Stati Uniti.

Prior notice: quante ore prima dell’arrivo

Ogni spedizione di vino verso gli Stati Uniti si annuncia all’FDA con il prior notice, che l’FDA deve confermare prima dell’arrivo. Il 21 CFR 1.279 fissa l’anticipo minimo sul porto di arrivo: 2 ore per la merce su strada, 4 ore per quella su ferrovia o in aereo, 8 ore per quella via mare.

C’è un limite anche nell’altro senso. Il prior notice non si presenta più di 30 giorni prima dell’arrivo se passa dal sistema doganale ABI/ACE, e non più di 15 giorni prima se passa dal portale dell’FDA, il Prior Notice System Interface. Il foglio scaricabile calcola le due date a partire dal giorno e dall’ora di arrivo.

ArrivoAnticipo minimoAnticipo massimo
Su strada

2 ore

30 giorni via ABI/ACE, 15 via portale FDA

Su ferrovia

4 ore

30 giorni via ABI/ACE, 15 via portale FDA

In aereo

4 ore

30 giorni via ABI/ACE, 15 via portale FDA

Via mare

8 ore

30 giorni via ABI/ACE, 15 via portale FDA

Le ore si contano sull’ora del porto di arrivo, non su quella italiana. Chi presenta il prior notice, se l’importatore o il suo broker doganale, si concorda per iscritto prima di prenotare la nave: è l’unica voce della lista che nessuno fa se non è stata assegnata.

Il dazio sul vino negli Stati Uniti

Il dazio statunitense sul vino italiano non è in questa pagina, di proposito. Si legge sulla tariffa armonizzata degli Stati Uniti, l’HTS pubblicata dalla U.S. International Trade Commission, con il codice della propria voce e nella versione del giorno in cui si fa l’offerta. Chi lo paga lo decide la sigla Incoterm scritta nell’offerta.

Chi paga cosa, fra trasporto, dazio e sdoganamento, sta in Incoterm: chi paga cosa. Dal lato italiano il vino esce come ogni vino diretto fuori dall’Unione, con il documento di accompagnamento e la dichiarazione di esportazione EX1.

Il modello, da scaricare

Un file, due fogli. Il primo è la checklist dei passaggi, con la sezione del regolamento accanto a ogni riga e lo stato da compilare a tendina. Il secondo calcola, dal giorno e dall’ora di arrivo, l’ultimo momento utile per il prior notice e il primo giorno in cui si può presentare, e dalla data di oggi la prossima finestra di rinnovo FDA.

FileCosa contieneLink
Vino negli Stati UnitiExcel, due fogli

Sedici righe di checklist con la fonte, il calcolo del prior notice e la finestra di rinnovo della registrazione FDA.

vino-stati-uniti-checklist.xlsx

I file sono liberi. Non c’è un modulo davanti, non chiediamo un indirizzo e non ci arriva nessuna notifica quando qualcuno li scarica. Il dazio non è nel foglio, di proposito: cambia con la voce tariffaria e con il giorno, e si legge sull’HTS.

Domande e risposte

Cosa serve per esportare vino negli Stati Uniti?

Un importatore statunitense con il basic permit del TTB, un COLA per ogni etichetta, la cantina registrata presso l’FDA con un agente negli Stati Uniti, e il prior notice all’FDA prima di ogni arrivo. Sono quattro passaggi fissati dal Code of Federal Regulations: 27 CFR 1.20 e 4.40 per il TTB, 21 CFR 1.230, 1.227 e 1.279 per l’FDA.

Dal lato italiano restano il documento di accompagnamento del vino e la dichiarazione di esportazione. Il dazio si legge sulla tariffa armonizzata degli Stati Uniti del giorno.

Chi deve avere il COLA, la cantina o l’importatore?

Chi ritira il vino dalla custodia doganale, cioè di norma l’importatore. Il 27 CFR 4.40 stabilisce che il vino in bottiglia non esce dalla dogana se chi lo ritira non possiede un COLA, e che le bottiglie devono portare etichette identiche a quelle del certificato.

Un importatore può usare il COLA rilasciato a un altro solo se ogni bottiglia porta nome e indirizzo del titolare e se può dimostrare di essere autorizzato. Il COLA riguarda il vino dal 7% di alcol in volume in su, nei contenitori della vendita al dettaglio.

Quando si rinnova la registrazione FDA di una cantina?

Ogni due anni, fra il 1 ottobre e il 31 dicembre di ogni anno pari, come stabilisce il 21 CFR 1.230(b). Nel 2026 la finestra va dal 1 ottobre al 31 dicembre, e la successiva si apre il 1 ottobre 2028.

Se il rinnovo non arriva in quel periodo, per il 21 CFR 1.241(b) l’FDA considera scaduta la registrazione e tratta lo stabilimento come non registrato. Non registrarsi o non rinnovare è un atto vietato dalla sezione 301(dd) del Federal Food, Drug, and Cosmetic Act.

Il vino importato negli Stati Uniti deve rispettare il FSVP?

No. Il 21 CFR 1.501(e) esclude dal FSVP, il programma di verifica dei fornitori esteri, le bevande alcoliche importate da uno stabilimento tenuto a registrarsi presso l’FDA perché le produce, e del tipo che negli Stati Uniti avrebbe bisogno di un permesso del Dipartimento del Tesoro, come una cantina.

L’esenzione copre il vino. Gli altri alimenti della stessa cantina sono esenti solo se preconfezionati e se non superano il 5% delle vendite complessive dello stabilimento.

Quanto prima dell’arrivo va presentato il prior notice?

Il 21 CFR 1.279 fissa l’anticipo minimo sul porto di arrivo: 2 ore per la merce su strada, 4 ore su ferrovia o in aereo, 8 ore via mare. Il prior notice deve essere presentato e confermato dall’FDA entro quel momento.

Non si può presentare troppo presto: al massimo 30 giorni prima dell’arrivo se passa dal sistema doganale ABI/ACE, e al massimo 15 giorni prima se passa dal portale dell’FDA. Le ore si contano sull’ora del porto di arrivo.

Note sulle fonti

  1. Code of Federal Regulations, titolo 27, sezione 1.20: il basic permit per chi importa vino. La citazione fra virgolette è presa alla lettera.
  2. Code of Federal Regulations, titolo 27, sezione 4.40, paragrafo (a): il COLA, le etichette identiche al certificato, l’uso del COLA di un altro.
  3. TTB, etichettatura dei vini importati, pagina aggiornata il 12 gennaio 2026: la soglia del 7% di alcol in volume e il vino sfuso.
  4. Code of Federal Regulations, titolo 21, sezione 1.227: la definizione dell’agente negli Stati Uniti.
  5. Code of Federal Regulations, titolo 21, sezione 1.230: la registrazione e il rinnovo fra il 1 ottobre e il 31 dicembre degli anni pari.
  6. Code of Federal Regulations, titolo 21, sezione 1.241, paragrafo (b): la registrazione non rinnovata è considerata scaduta. La citazione fra virgolette è presa alla lettera.
  7. Code of Federal Regulations, titolo 21, sezione 1.279: i tempi del prior notice.
  8. Code of Federal Regulations, titolo 21, sezione 1.501, paragrafo (e): l’esenzione delle bevande alcoliche dal FSVP e il limite del 5% per gli altri alimenti.
  9. Le sezioni del Code of Federal Regulations sono state lette il 25 settembre 2026 nell’edizione annuale aggiornata al 1 aprile 2025, pubblicata su govinfo.gov. Prima di stampare un lotto conviene riaprirle nella versione corrente.
  10. Il dazio non è riportato: si legge sulla tariffa armonizzata degli Stati Uniti, con il codice della voce, nel giorno dell’offerta.
·Il passo successivo

Negli Stati Uniti la prima domanda è all’importatore.

Chi chiede il COLA, chi presenta il prior notice, chi fa da agente. Se le tre risposte stanno su un foglio firmato, il resto è calendario. Con Itria partiamo dall’esterno per costruire sistemi digitali su misura per gli esportatori. Che per voi si traduce in più richieste, meno perdite e meno lavoro manuale. Scriveteci una riga su cosa vi pesa. Il primo passo lo facciamo noi: quello che un compratore vede quando vi cerca, e cosa ci abbiamo trovato. Anche se poi non lavoreremo insieme.