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Export6 settembre 20266 minuti di lettura

Esportare negli Emirati. L’etichetta si registra prima di vendere.

Negli Emirati la conformità non è un controllo alla frontiera. È un’iscrizione che avviene prima, e senza la quale la merce non si muove.

In breve

Il prodotto va registrato prima di arrivare sul mercato. Il portale ufficiale del governo emiratino scrive che gli alimenti, importati o prodotti localmente, e quelli modificati nell’etichetta, negli ingredienti o nella composizione, devono essere registrati nel sistema elettronico ZAD prima di essere trattati sui mercati degli Emirati.

La prima importazione passa dal ministero federale. Lo stesso portale scrive: «No food may be imported into the country for the first time without approval of Ministry of Climate Change and Environment».

Le sanzioni sull’etichetta sono dichiarate. Indurre in errore il consumatore con una descrizione falsa o con etichette scorrette comporta una multa da 10.000 a 100.000 dirham.

Questo pezzo fa parte della guida all’export operativo per il piccolo produttore alimentare ed è volutamente corto. Negli Emirati la competenza è divisa fra livello federale e singoli emirati, e i dettagli operativi cambiano da un’autorità locale all’altra.

Chi comanda: due livelli, non uno

Il Ministero del cambiamento climatico e dell’ambiente ha la responsabilità principale a livello federale, e la sua approvazione è il cancello della prima importazione. Sul territorio, però, vigilano le autorità dei singoli emirati: a Dubai il Comune, ad Abu Dhabi l’autorità per l’agricoltura e la sicurezza alimentare, a Sharjah le autorità municipali.

La conseguenza pratica è che «esportare negli Emirati» non è una procedura sola. Il livello federale decide se il prodotto può entrare nel paese, l’autorità dell’emirato in cui si vende governa i controlli e le pratiche locali. Chiedere al compratore in quale emirato opera non è una curiosità geografica.

La registrazione dell’etichetta

Il sistema ZAD è una piattaforma federale che raccoglie i dati dei prodotti alimentari. La regola scritta è che gli alimenti, importati o prodotti localmente, o modificati nell’etichetta, negli ingredienti o nella composizione, devono essere registrati nel sistema prima di essere trattati sui mercati emiratini.

La parte che sorprende è nella parola «modificati». Cambiare un ingrediente, rifare una grafica, aggiornare i valori nutrizionali riapre l’adempimento: la registrazione non è una pratica che si chiude una volta, è uno stato che va mantenuto allineato al prodotto reale.

Negli Emirati una modifica di etichetta non si esaurisce nel marketing. Riapre un adempimento, e con esso i tempi.

Le informazioni obbligatorie e la lingua

AdempimentoLivelloCosa comporta per voi
Approvazione prima importazioneministero federale

Federale. Nessun alimento entra per la prima volta senza l’approvazione del ministero.

Va messa a calendario prima della trattativa sui volumi: è il passaggio che non si comprime.

Registrazione nel sistema ZADdato di prodotto

Federale, gestita insieme alle autorità locali. Riguarda ogni prodotto e ogni sua modifica.

Serve una scheda tecnica completa e stabile. Ogni cambio di ricetta o di grafica riapre la pratica.

Etichetta conformestandard emiratino

Federale, con verifica locale. Le informazioni obbligatorie seguono lo standard emiratino sull’etichettatura degli alimenti preimballati.

L’etichetta europea non basta così com’è. La verifica va fatta prima di stampare il lotto, non dopo.

Controlli sul territorioautorità dell’emirato

Locale: Comune di Dubai, autorità di Abu Dhabi, autorità municipali di Sharjah.

Chiedere al compratore in quale emirato opera, perché pratiche e interlocutori cambiano.

Sul contenuto dell’etichetta, il portale governativo indica che le confezioni devono avere etichette chiare e non rimovibili, e che le informazioni obbligatorie seguono lo standard emiratino sull’etichettatura degli alimenti preimballati. Il dettaglio campo per campo, e la lingua richiesta, vanno verificati con l’importatore sulla versione dello standard in vigore.

Le sanzioni, dette con il loro numero

Il portale governativo dichiara che indurre in errore i consumatori pubblicando una descrizione falsa di un alimento, o usando etichette scorrette, comporta una multa compresa fra 10.000 e 100.000 dirham. È un numero utile perché dà la misura di quanto il mercato tenga all’etichetta.

Per un piccolo produttore la lettura pratica non è il rischio di sanzione, che ricade su chi immette il prodotto: è che un importatore consapevole di quella cifra sarà molto rigido sui vostri dati, e chiederà una scheda tecnica precisa e aggiornata prima di ordinare.

Origine e dazi

Fra Unione europea ed Emirati non c’è un accordo di libero scambio in applicazione, quindi non esiste origine preferenziale e non c’è nessun EUR.1 da produrre. Il documento che può essere richiesto è il certificato di origine camerale, spesso con legalizzazione, che attesta il «made in» senza ridurre il dazio.

La versione con visto di legalizzazione ha un costo camerale dichiarato: la Camera di commercio di Lecce indica 8 euro. La differenza fra i documenti di origine, e quando serve quale, sta in EUR.1 o certificato di origine.

Quando ogni modifica riapre una pratica

Un mercato in cui cambiare un ingrediente riapre una registrazione punisce esattamente le aziende che non tengono traccia delle proprie versioni. Se non sapete quale scheda è stata usata per registrare, non sapete nemmeno quando la registrazione è diventata disallineata.

È il punto in cui i dati di prodotto vanno tolti dai file sparsi e messi in un posto unico da cui nascono le versioni, con le versioni in lingua generate dalla stessa base. Con un vincolo che vale più della tecnologia, ed è scritto in Etica: il sistema prepara e segnala, ma nessun documento raggiunge un compratore senza che una persona lo abbia letto e approvato.

Se il vostro caso è più stretto di questa pagina

Il punto che costa di più qui è l’etichetta, e si decide prima della stampa. Se ci mandate la vostra etichetta attuale, vi diciamo quali informazioni obbligatorie mancano rispetto allo standard emiratino e quali vanno rifatte. Gratis, e vi serve comunque anche se poi non ci sentiamo più.

Risponde una persona, la stessa che poi costruisce i sistemi, entro 24 ore, con una lettura della situazione e non con un preventivo. Si scrive da qui, e basta una riga.

Domande e risposte

Cosa serve per vendere alimenti negli Emirati Arabi Uniti?

Il prodotto va registrato nel sistema elettronico ZAD prima di essere immesso sui mercati emiratini. Il portale ufficiale del governo scrive che l’obbligo riguarda gli alimenti importati o prodotti localmente e quelli modificati nell’etichetta, negli ingredienti o nella composizione.

Inoltre nessun alimento può essere importato nel paese per la prima volta senza l’approvazione del Ministero del cambiamento climatico e dell’ambiente. Sono due adempimenti distinti e vanno messi a calendario prima di discutere volumi.

Cos’è il sistema ZAD?

È la piattaforma federale che raccoglie i dati dei prodotti alimentari destinati al mercato degli Emirati. La registrazione precede la commercializzazione e riguarda ogni prodotto.

La parte che sorprende è che la registrazione riguarda anche i prodotti modificati: cambiare un ingrediente, rifare una grafica o aggiornare i valori nutrizionali riapre l’adempimento. Non è una pratica che si chiude una volta, è uno stato da mantenere allineato al prodotto reale.

Chi controlla gli alimenti a Dubai?

Il livello federale è il Ministero del cambiamento climatico e dell’ambiente, che approva la prima importazione. Sul territorio vigilano le autorità dei singoli emirati: a Dubai il Comune, ad Abu Dhabi l’autorità per l’agricoltura e la sicurezza alimentare, a Sharjah le autorità municipali.

Per questo chiedere al compratore in quale emirato opera non è una curiosità geografica: pratiche e interlocutori cambiano.

Quali sanzioni ci sono per un’etichetta scorretta negli Emirati?

Il portale governativo dichiara che indurre in errore i consumatori pubblicando una descrizione falsa di un alimento, o usando etichette scorrette, comporta una multa compresa fra 10.000 e 100.000 dirham.

La sanzione ricade su chi immette il prodotto sul mercato. La conseguenza per un produttore italiano è indiretta e concreta: un importatore consapevole di quella cifra sarà molto rigido sui vostri dati e chiederà una scheda tecnica precisa e aggiornata prima di ordinare.

Serve l’EUR.1 per esportare negli Emirati?

No. Fra Unione europea ed Emirati non c’è un accordo di libero scambio in applicazione, quindi non esiste origine preferenziale da dimostrare e l’EUR.1 non ha alcun ruolo.

Il documento che può essere richiesto è il certificato di origine camerale, spesso nella versione con visto di legalizzazione, che alla Camera di commercio di Lecce costa 8 euro. Attesta il «made in» e non riduce il dazio.

Note sulle fonti

  1. Portale ufficiale del governo degli Emirati Arabi Uniti, Food safety, per l’approvazione del ministero federale sulla prima importazione, per la registrazione nel sistema ZAD, per le autorità locali dei singoli emirati e per la sanzione da 10.000 a 100.000 dirham. Le frasi fra virgolette sono testuali. Pagina aperta il 6 settembre 2026, ultimo aggiornamento dichiarato 12 novembre 2025.
  2. Camera di commercio di Lecce, costi e tempi dei documenti per l’export, per il costo del certificato di origine con visto di legalizzazione. L’importo è quello dichiarato da questa Camera e non è una tariffa nazionale.
  3. Le pagine di servizio del Ministero del cambiamento climatico e dell’ambiente non si sono aperte ai nostri strumenti. Per questo la pagina non riporta moduli, tariffe o tempi di rilascio emiratini: sono elementi da verificare con l’importatore, sull’autorità dell’emirato in cui vende.
  4. Questa pagina non elenca campo per campo i requisiti dello standard emiratino di etichettatura degli alimenti preimballati, perché il testo dello standard non è liberamente riproducibile e ne esistono revisioni successive: la versione in vigore va letta con l’importatore.
·Il passo successivo

Dove una modifica riapre una pratica servono versioni, non file sparsi.

Se non sapete quale scheda è stata usata per registrare un prodotto, non sapete nemmeno quando la registrazione è diventata disallineata. Se volete capire quale pezzo della vostra macchina perde per primo, il Diagnostico misura cinque dimensioni in cinque minuti. Niente spam: il referto è vostro.