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ExportMattia Esposito25 settembre 20266 minuti di lettura

Esportare vino in Giappone. Il dazio è zero, se la prova di origine c’è.

In Giappone il vino europeo entra senza dazio. Ma solo se la prova di origine viaggia con la merce.

In breve

Con l’accordo UE-Giappone il dazio sul vino è zero. Nella tariffa della dogana giapponese al 1 aprile 2026, alla voce 2204.21 del vino in bottiglie fino a 2 litri, la colonna dell’Unione europea riporta «Free». Senza la prova di origine si paga la tariffa WTO: 15% del valore o 125 yen al litro, il minore, con un minimo di 67 yen al litro.

L’accisa giapponese resta. Il vino paga 100.000 yen per kilolitro, cioè 100 yen al litro, anche quando il dazio è zero.

L’importatore ha tre obblighi prima della vendita. La licenza di vendita degli alcolici, la notifica di importazione alla stazione di quarantena, e l’etichetta con tipo di prodotto e titolo alcolometrico, con la notifica alla dogana del modo in cui è esposta.

Questa pagina fa parte di esportare vino: i documenti, chi li emette e quando servono, e copre il mercato giapponese. Chi paga dazio e accisa lo decide la sigla scritta nell’offerta, come spiega Incoterm: chi paga cosa.

Come esportare vino in Giappone: i passaggi

Per esportare vino in Giappone servono un importatore con la licenza di vendita degli alcolici, la notifica di importazione alla stazione di quarantena, l’etichetta con tipo di prodotto e titolo alcolometrico, e la prova di origine dell’accordo UE-Giappone per avere il dazio a zero. L’accisa giapponese si paga in ogni caso.

PassaggioChi lo faFonte
Licenza di vendita degli alcolici

L’importatore, presso l’ufficio delle imposte.

Dogana giapponese, FAQ 3105

Notifica di importazione degli alimenti

Chi importa, alla stazione di quarantena del porto.

FAQ 3105

Etichetta e notifica del modo di esposizione

L’importatore, alla dogana.

Art. 86-5; FAQ 3105

Prova di origine

Si concorda con l’importatore prima della spedizione.

Accordo UE-Giappone

Il dazio sul vino in Giappone: zero con l’accordo UE-Giappone

Il dazio giapponese sul vino europeo in bottiglie fino a 2 litri è zero con la preferenza dell’accordo UE-Giappone. La tariffa della dogana giapponese in vigore dal 1 aprile 2026, alla voce 2204.21-020, riporta «Free» nella colonna dell’Unione europea. La tariffa generale della stessa voce è il 21,3% o 156,80 yen al litro.

Senza la preferenza si applica la tariffa WTO: il 15% del valore oppure 125 yen al litro, il minore dei due, con un dazio minimo di 67 yen al litro. Per questo la prova di origine si concorda con l’importatore prima della spedizione: una spedizione partita senza è una spedizione che paga il dazio pieno. Sull’olio invece il dazio è zero per tutti, come spiega esportare olio in Giappone.

TariffaVoce 2204.21-020, vino fino a 2 litriQuando si applica
Generale

21,3% o 156,80 yen/l, il minore; minimo 93 yen/l.

Tariffa di base.

WTO

15% o 125 yen/l, il minore; minimo 67 yen/l.

Vino europeo senza prova di origine.

UE (accordo)

Free, zero.

Vino europeo con la prova di origine dell’accordo.

Un esempio, costruito per spiegare il calcolo e non tratto da un cliente reale: 1.200 bottiglie da 0,75 litri fanno 900 litri. Con un valore di 1.800.000 yen, il 15% sarebbe 270.000 yen e 125 yen al litro fanno 112.500 yen: il dazio WTO è il minore, 112.500 yen. Con la prova di origine, zero.

L’accisa sul vino in Giappone

Il vino importato in Giappone paga l’accisa giapponese, che la dogana indica in 100.000 yen per kilolitro, cioè 100 yen al litro. L’accisa non dipende dall’accordo UE-Giappone e si paga anche quando il dazio è zero: sulla spedizione dell’esempio da 900 litri sono 90.000 yen.

Cosa fa l’importatore giapponese: licenza, notifica, etichetta

L’importatore giapponese che vende il vino deve avere la licenza di vendita degli alcolici prevista dalla legge sull’accisa, che si chiede all’ufficio delle imposte. Deve presentare la notifica di importazione degli alimenti alla stazione di quarantena competente per il porto di arrivo, come per ogni alimento.

L’etichetta segue l’articolo 86-5 della legge sulle associazioni del settore alcolico: tipo di prodotto, titolo alcolometrico e le altre indicazioni, in un punto ben visibile del contenitore. L’importatore notifica alla dogana il modo in cui le indicazioni sono esposte, e i dettagli li pubblica l’Agenzia delle entrate giapponese.

L’etichetta giapponese si aggiunge alla base europea: l’articolo 119 del regolamento (UE) 1308/2013 vale anche per il vino destinato all’esportazione, come spiega la pagina sui documenti del vino e la sua etichetta. Le differenze fra mercati stanno in l’etichetta export, mercato per mercato.

Il modello, da scaricare

Un file, due fogli. Il primo è la checklist, con la fonte accanto a ogni riga e lo stato da compilare a tendina. Il secondo prende i litri e il valore in yen di una spedizione e calcola il dazio WTO che la prova di origine toglie, e l’accisa che resta da pagare.

FileCosa contieneLink
Vino in GiapponeExcel, due fogli

Nove righe di checklist con la fonte, e il calcolo di dazio WTO e accisa su una spedizione.

vino-giappone-checklist-dazio.xlsx

I file sono liberi. Non c’è un modulo davanti, non chiediamo un indirizzo e non ci arriva nessuna notifica quando qualcuno li scarica. Il foglio calcola solo dazio e accisa sul vino fermo in bottiglie fino a 2 litri.

Domande e risposte

Quanto dazio paga il vino italiano in Giappone?

Zero, con la preferenza dell’accordo UE-Giappone: la tariffa della dogana giapponese al 1 aprile 2026, voce 2204.21-020, riporta Free nella colonna dell’Unione europea per il vino in bottiglie fino a 2 litri.

Senza la prova di origine si paga la tariffa WTO: 15% del valore o 125 yen al litro, il minore, con un minimo di 67 yen al litro.

Il vino in Giappone paga l’accisa anche con il dazio a zero?

Sì. La dogana giapponese indica per il vino un’accisa di 100.000 yen per kilolitro, cioè 100 yen al litro, che non dipende dall’accordo UE-Giappone.

Su una spedizione di 900 litri, 1.200 bottiglie da 0,75, sono 90.000 yen.

Cosa deve avere l’importatore giapponese di vino?

La licenza di vendita degli alcolici prevista dalla legge sull’accisa, da chiedere all’ufficio delle imposte. Deve anche presentare la notifica di importazione degli alimenti alla stazione di quarantena e notificare alla dogana il modo in cui le indicazioni obbligatorie sono esposte in etichetta.

Lo riassume la dogana giapponese nella scheda 3105 sull’importazione di bevande alcoliche.

Cosa deve esserci sull’etichetta del vino in Giappone?

Il tipo di prodotto, il titolo alcolometrico e le altre indicazioni previste dall’articolo 86-5 della legge sulle associazioni del settore alcolico, in un punto ben visibile del contenitore.

I dettagli li pubblica l’Agenzia delle entrate giapponese, e l’etichetta giapponese si aggiunge alla base europea dell’articolo 119 del regolamento (UE) 1308/2013.

Come si ottiene il dazio zero sul vino in Giappone?

Con la prova di origine prevista dall’accordo di partenariato economico fra Unione europea e Giappone. Quale prova serve e chi la prepara si concorda con l’importatore prima della spedizione.

Senza la prova di origine si applica la tariffa WTO, che su una spedizione di 900 litri può superare i 100.000 yen.

Note sulle fonti

  1. Dogana giapponese, tariffa in vigore dal 1 aprile 2026, capitolo 22, voce 2204.21-020: tariffa generale, tariffa WTO, colonna dell’Unione europea. Letta cella per cella.
  2. Dogana giapponese, scheda 3105, importazione di bevande alcoliche: la notifica sanitaria, la licenza di vendita, l’etichetta ex articolo 86-5 e la notifica del modo di esposizione, l’accisa sul vino.
  3. L’esempio numerico è costruito per spiegare il calcolo e non è tratto da un cliente reale. Le fonti sono state lette il 25 settembre 2026.
  4. Le regole di dettaglio della prova di origine dell’accordo UE-Giappone non sono riportate: si concordano con l’importatore.
·Il passo successivo

In Giappone la prima domanda è chi prepara la prova di origine.

Su una spedizione vale più del trasporto. Si decide con l’importatore prima che la merce parta. Con Itria partiamo dall’esterno per costruire sistemi digitali su misura per gli esportatori. Che per voi si traduce in più richieste, meno perdite e meno lavoro manuale. Scriveteci una riga su cosa vi pesa. Il primo passo lo facciamo noi: quello che un compratore vede quando vi cerca, e cosa ci abbiamo trovato. Anche se poi non lavoreremo insieme.