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Bandi8 ottobre 202611 minuti di lettura

Il bando SIMEST sull’intelligenza artificiale. Chi può chiederlo, e chi può costruire il sistema.

Il bando SIMEST «Investimenti IA» finanzia le PMI che esportano almeno il 3% del fatturato e spendono tutto il finanziamento in intelligenza artificiale. Questa pagina lo legge riga per riga sulla circolare, e risponde alla domanda che le guide saltano: chi può essere il fornitore.

In breve

Aggiornata l’8 ottobre 2026 sulla circolare operativa 4/394/2023, nella versione del 15 settembre 2026. La sezione sull’intelligenza artificiale è entrata con l’aggiornamento del 30 luglio 2026.

È aperto dal 21 settembre 2026, a sportello: le domande si istruiscono in ordine di arrivo, finché ci sono le risorse della riserva da 200 milioni. Per la sezione IA non c’è una data di chiusura.

Chi può chiederlo: un’impresa con sede in Italia, due bilanci chiusi, almeno il 3% di fatturato estero, che si impegna a spendere il 100% in intelligenza artificiale. Restano fuori agricoltura, pesca e lavorazione della carne.

Chi può essere fornitore: nessun albo e nessuna forma giuridica, anche un libero professionista. Per consulenza e formazione servono due anni di attività nel settore; per sviluppo e integrazione il testo non chiede anzianità.

Il bando fa parte dei finanziamenti agevolati SIMEST per la transizione digitale o ecologica, e chi lo cerca di solito trova la parte dell’impresa. Le altre misure aperte per chi esporta, voucher delle Camere di commercio compresi, stanno in bandi e opportunità per le PMI.

È aperto? Le date e lo sportello

Sì, dal 21 settembre 2026 alle 9, sul portale SIMEST. La circolare dice che SIMEST avvia l’istruttoria nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione delle domande, nei limiti delle disponibilità del Fondo 394/81. Chi arriva prima viene esaminato prima, e la dotazione della riserva è di 200 milioni di euro.

PuntoCosa dice la fonte
Apertura

Dalle 9 del 21 settembre 2026, sul portale, con le condizioni della misura IA e Quantum Computing (pagina dello strumento).

Procedura

Sportello: istruttoria in ordine cronologico, nei limiti delle risorse (§4.1).

Dotazione

Una riserva di 200 milioni di euro (pagina dello strumento e comunicato del 14 settembre 2026).

Chiusura

Nessuna data per la sezione IA. Le scadenze del 31 dicembre 2026 della circolare riguardano altre misure.

Una pagina senza avviso di esaurimento non prova che le risorse ci siano ancora. Prima di preparare la domanda conviene guardare la pagina dello strumento sul sito SIMEST, che è il posto dove un esaurimento verrebbe annunciato.

Chi può chiederlo: i requisiti dell’impresa

Servono sede in Italia, due bilanci completi, almeno il 3% di fatturato estero e l’impegno a spendere tutto in intelligenza artificiale. La soglia del 3% vale solo per questa via: la via ordinaria dello stesso strumento chiede il 10%. Per questo le guide dei consulenti riportano due numeri diversi, ed entrambi sono giusti.

RequisitoRiga della circolare
Sede legale e operativa in Italia, iscrizione attiva al registro delle imprese

§2.2 a), b), c)

Due bilanci di due esercizi completi depositati, o due dichiarazioni dei redditi per chi non deposita

§2.2 d): un’impresa nata da meno di due esercizi è fuori

Fatturato estero almeno 3% nell’ultimo esercizio, o almeno 10% verso clienti italiani che esportano almeno il 3%

§2.2 f) (iv), misurato sui righi VE30 e VE34 sul VE50 della dichiarazione IVA

Impegno a destinare il 100% del finanziamento alle spese dell’Allegato 2

§2.2 f) (iv)

DURC regolare, nessuna procedura concorsuale, impresa non in difficoltà

§2.2 g), k), l)

Polizza contro i rischi catastrofali stipulata

§2.2 o)

Le esclusioni di settore guardano all’attività prevalente. È fuori tutta la sezione A dell’ATECO, cioè agricoltura, silvicoltura e pesca, e la lavorazione della carne 10.1, tranne i prodotti a base di carne 10.13. Una cantina, un frantoio, un caseificio o un pastificio possono entrare; un’azienda agricola con attività prevalente in coltivazione no, anche se esporta.

Se il settore escluso è solo un’attività secondaria, si entra dichiarando che l’intervento non lo riguarda (§2.2 n). Da fuori il codice ATECO prevalente non si legge con certezza: se ci rientrate lo dice il vostro commercialista, dalla visura.

Cosa finanzia, e a quali condizioni

Un finanziamento da 10.000 euro in su, fino al 10% a fondo perduto, in 8 anni con 2 di preammortamento e un anticipo del 50%. Il massimo è il minore fra il 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci e 500.000 euro per una microimpresa, 2,5 milioni per una PMI. Le condizioni migliori valgono solo con l’impegno al 100% in intelligenza artificiale.

CondizioneCosa dice la circolare
Importo

Da 10.000 euro al minore fra il 35% dei ricavi medi e 500.000 (micro), 2.500.000 (PMI) o 5.000.000 (altre imprese), §3.1

Fondo perduto

Fino al 10%, massimo 100.000 euro, nel plafond de minimis, §3.2 b) (xi). Si perde in proporzione alle spese IA non fatte entro la rendicontazione

Tasso

Fisso, al 10%, 50% o 80% del tasso di riferimento UE, a scelta dell’impresa, §3.3

Durata

8 anni di cui 2 di preammortamento, invece di 6, per chi va al 100% IA, §3.4

Anticipo

50% invece del 25%; la seconda tranche arriva se la prima rendicontazione copre almeno il 75%, §4.6

Prima rendicontazione

Entro 12 mesi dalla stipula, pena la revoca dell’intero intervento, §4.6

Garanzie

Da 0% a 40% del finanziamento secondo la classe di scoring, §3.6

Quanto vale il fondo perduto sul vostro progetto dipende dal de minimis già usato e dalle spese che SIMEST riconosce in rendicontazione. Per questo qui non trovate un costo netto di nessun progetto: lo calcola il commercialista sui vostri numeri.

Chi può essere fornitore

Chiunque fatturi la fornitura, società o libero professionista, senza albi né elenchi: la circolare non ne prevede. Ogni fornitore firma la dichiarazione dei fornitori su carta intestata, con codice fiscale o partita IVA, descrizione della fornitura, numero e data della fattura e data del contratto (§5.3). Il requisito in più scatta per consulenza e formazione.

Il format SIMEST per chi eroga consulenza chiede di dichiarare che la società o il titolare di partita IVA «è attiva/o nel settore consulenziale, come risultante dalla visura camerale o documentazione equipollente, da almeno 2 anni», alla data della domanda dell’impresa, e di non essere collegato all’impresa. Il format per la formazione chiede gli stessi due anni nel settore della formazione.

Tipo di spesaCosa chiede SIMEST al fornitore
Ogni fornitura

La dichiarazione dei fornitori, con fattura e contratto. Nessuna anzianità, nessuna forma giuridica (§5.3)

Sviluppo e implementazione, dati

Sviluppo di modelli, integrazione con ERP e CRM, test, prompt engineering, pulizia e governance dei dati: il testo non chiede anzianità (Allegato 2, §3 e §4)

Consulenza sull’intelligenza artificiale

Consulenti esterni, a condizioni di mercato, non continuativi; due anni nel settore e indipendenza (nota 31 e format)

Conformità all’AI Act

Requisiti di professionalità e indipendenza (nota 24)

Formazione del personale

Società terze, enti o professionisti certificati, con due anni nel settore della formazione (Allegato 2, §5 e format)

Consulenza per presentare la domanda

Fino al 5%, massimo 100.000 euro; il consulente non può essere collegato all’impresa né ai fornitori dei beni finanziati (nota 25)

Le spese valgono solo dopo la delibera. Il periodo di realizzazione parte dalla ricezione del codice CUP, e le spese devono essere sostenute, fatturate e pagate dentro quel periodo, con il CUP in fattura e il bonifico dal conto dedicato (§5.1 e §5.3). Il contratto con il fornitore va firmato prima della fattura, e la circolare non chiede preventivi allegati alla domanda.

Il punto che il testo lascia aperto

Un sistema su misura è spesso una consegna mista: sviluppo e integrazione, per cui il testo non chiede anzianità, più lavoro di progetto che SIMEST potrebbe leggere come consulenza, per cui servono due anni. La qualificazione la fa SIMEST in rendicontazione, quando i soldi sono già spesi, e il rischio di una spesa inammissibile resta all’impresa.

Prima di firmare un contratto dentro il bando conviene che il fornitore chieda per scritto a SIMEST come qualifica la sua fornitura, e che la fattura descriva la voce dell’Allegato 2 a cui si riferisce. Una risposta scritta vale più di qualunque lettura, compresa questa.

Cosa si può spendere: l’Allegato 2

Software e licenze, sviluppo e integrazione, dati, personale e formazione, certificazioni, sicurezza e conformità, governance e consulenze sull’intelligenza artificiale. Sono le voci dell’Allegato 2, che fra il software cita per nome le interfacce di programmazione dei modelli di OpenAI, Anthropic e Google. La colonna di destra dice dove serve l’anzianità del fornitore.

Voce dell’Allegato 2Cosa copreAnzianità del fornitore
§2 Software e licenze

API dei modelli, software di automazione

No

§3 Sviluppo e implementazione

Modelli su misura, integrazione con ERP, CRM, MES, test e validazione, prompt engineering

No

§4 Dati

Pulizia, etichettatura, preparazione, governance e qualità dei dati

No

§5 Personale e competenze

Manager temporaneo, formazione del personale

Formazione: due anni

§7 Sicurezza e compliance

Privacy, conformità all’AI Act, audit degli algoritmi

Consulenza: due anni

§8 Governance

Policy interne sull’uso dell’intelligenza artificiale

Consulenza: due anni

§10 Consulenze

Progettazione e implementazione delle soluzioni

Due anni

Due esclusioni toccano da vicino chi esporta. Le spese connesse all’attività commerciale e alla rete di distribuzione sono fuori (§5.2), e la ricerca di nuovi clienti all’estero ci sta molto vicina. Sono fuori anche le consulenze continuative o periodiche: il canone mensile di un sistema rischia di essere letto così, quindi dentro il bando si finanzia la costruzione.

AI Act e legge 132/2025: la dichiarazione

L’impresa dichiara che usa l’intelligenza artificiale nel rispetto dell’AI Act e della legge 132/2025, alla domanda e alla rendicontazione finale, e lo mantiene per tutta la durata. La circolare aggiunge il divieto dei sistemi vietati dall’articolo 5, gli obblighi per i sistemi ad alto rischio e gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50 (§4.2).

PuntoRiga della circolare
Conformità all’AI Act e alla legge 132/2025, mantenuta per tutta la durata

§4.2 n. 6

Nessun sistema vietato dall’articolo 5

§4.2 n. 7; revoca totale se violato, §6.2 p)

Sistemi ad alto rischio: obblighi del fornitore o del deployer, sorveglianza umana, valutazione d’impatto

§4.2 n. 8

Sistemi che parlano con le persone o generano contenuti: trasparenza dell’articolo 50

§4.2 n. 9

Parte non spesa in intelligenza artificiale

Revoca in proporzione, §6.2 o)

Un sistema che risponde ai clienti o scrive bozze di mail rientra nell’articolo 50, che si applica dal 2 agosto 2026: chi lo riceve deve sapere che sta parlando con un sistema, come spiega la pagina sulle scadenze dell’AI Act. Quella trasparenza conviene che sia scritta dentro il sistema consegnato, perché l’impresa la dichiara a SIMEST due volte.

Dieci domande prima del commercialista

Le dieci condizioni della circolare, una per riga, con la risposta che dà un no. Lo strumento lavora solo in questa pagina: le risposte non escono dal browser e non si salvano. Alla fine si stampano, con la riga della circolare accanto, da portare al commercialista.

Dieci domande prima del commercialista

L’esito compare qui quando avete risposto a tutte e dieci.

Dove sta Itria in questo bando

Itria sviluppa e integra sistemi di intelligenza artificiale su misura per PMI che esportano: è la voce Sviluppo e implementazione dell’Allegato 2. Sono le richieste e i documenti dell’export che si preparano dai dati che l’azienda ha già, collegati al gestionale e al CRM, con una persona che approva prima che partano e la trasparenza dell’articolo 50 già scritta dentro.

Il metodo parte da quanto tempo e quanti soldi il lavoro a mano costa oggi, prima di parlare del sistema. Se state valutando il bando e volete capire quale parte del lavoro avrebbe senso affidare a un sistema, si comincia da qui, con quindici minuti.

Chi può essere fornitore nel bando SIMEST intelligenza artificiale?

Qualunque società o libero professionista con partita IVA che fatturi la fornitura: la circolare non prevede albi né elenchi, e ogni fornitore firma la dichiarazione dei fornitori con fattura e contratto.

Per consulenza e formazione il format SIMEST chiede di essere attivi nel settore da almeno due anni alla data della domanda, e di non essere collegati all’impresa. Per sviluppo, integrazione e dati il testo non chiede anzianità.

Quali sono i requisiti del bando SIMEST investimenti IA?

Sede in Italia, iscrizione attiva, due bilanci di due esercizi completi, fatturato estero almeno 3% nell’ultimo esercizio, impegno a spendere il 100% in intelligenza artificiale, DURC regolare, nessuna procedura concorsuale e polizza catastrofale.

È esclusa l’attività prevalente in agricoltura, silvicoltura, pesca e lavorazione della carne, tranne i prodotti a base di carne (ATECO 10.13). Se ci rientrate lo conferma il commercialista dalla visura.

Quanto finanzia il bando SIMEST IA e quanto è a fondo perduto?

Da 10.000 euro al minore fra il 35% dei ricavi medi e 500.000 euro per una microimpresa o 2,5 milioni per una PMI. Fino al 10% a fondo perduto, massimo 100.000 euro, nel de minimis.

Durata 8 anni con 2 di preammortamento, anticipo del 50% e tasso fisso agevolato. Il fondo perduto si perde in proporzione se le spese in intelligenza artificiale non sono fatte entro la rendicontazione.

Serve la dichiarazione AI Act per il bando SIMEST?

Sì. L’impresa dichiara alla domanda e alla rendicontazione finale che l’uso dell’intelligenza artificiale rispetta l’AI Act e la legge 132/2025, e lo mantiene per tutta la durata.

Un sistema vietato dall’articolo 5 porta alla revoca totale. I sistemi che parlano con le persone o generano contenuti hanno gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50, in vigore dal 2 agosto 2026.

Fino a quando si può presentare la domanda SIMEST IA?

Dal 21 settembre 2026 sul portale SIMEST, a sportello: le domande si istruiscono in ordine cronologico, finché ci sono le risorse della riserva da 200 milioni di euro.

Per la sezione IA la circolare non fissa una data di chiusura. Un esaurimento delle risorse verrebbe annunciato sulla pagina dello strumento.

Note sulle fonti

  1. SIMEST, circolare operativa 4/394/2023, aggiornamento del 15 settembre 2026 (36 pagine): requisiti al §2.2, condizioni ai §3.1-3.6, sportello al §4.1, dichiarazioni al §4.2, anticipo al §4.6, spese ammissibili ed escluse ai §5.1-5.3, revoche al §6.2, voci di spesa nell’Allegato 2, note 24, 25 e 31. Letta l’8 ottobre 2026.
  2. SIMEST, pagina dello strumento Transizione digitale o ecologica: apertura dalle 9 del 21 settembre 2026 e riserva da 200 milioni.
  3. SIMEST, allegati dei finanziamenti agevolati: la dichiarazione di professionalità e indipendenza dei consulenti e quella di chi eroga formazione (luglio 2026), da cui è presa alla lettera la citazione sui due anni, e la dichiarazione dei fornitori.
  4. SIMEST, comunicato stampa del 14 settembre 2026 sulla dotazione di 200 milioni per l’intelligenza artificiale nelle PMI.
  5. Questa pagina non pubblica il costo netto di nessun progetto. Il fondo perduto dipende dal de minimis già usato e dalle spese che SIMEST riconosce in rendicontazione: lo calcola il commercialista. La circolare cambia senza preavviso (tredici aggiornamenti dal giugno 2024): la data in testa dice quando è stata letta.
·Il passo successivo

Il bando paga la costruzione. Il lavoro che toglie resta vostro da scegliere.

Prima del portale conviene sapere quale parte del lavoro di ogni giorno avrebbe senso affidare a un sistema. Con Itria costruiamo sistemi di intelligenza artificiale su misura per le PMI che esportano, con una persona che approva prima che qualcosa parta. Scriveteci una riga su cosa vi pesa: in quindici minuti vediamo insieme quale parte del lavoro un sistema toglierebbe.