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Export8 ottobre 20267 minuti di lettura

Come trovare importatori esteri, gratis. Gli elenchi pubblici, paese per paese, e come leggerli.

Un elenco di importatori non si compra per forza. Negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Canada lo pubblicano gli enti che rilasciano permessi e licenze, gratis e aggiornato ogni settimana: il lavoro è leggerlo bene.

In breve

Stati Uniti: il TTB pubblica i 21.366 titolari del permesso federale di importazione di alcolici, in un file da scaricare. Chi importa vino negli USA deve averlo.

Regno Unito e Canada: il registro delle imprese britannico si filtra per codice di attività, e l’agenzia canadese per la sicurezza alimentare pubblica tutti i titolari della licenza che serve a chi importa alimenti.

Unione europea: la rete Enterprise Europe Network pubblica gratis i profili di chi cerca e di chi offre prodotti, e il vostro si mette tramite la Camera di commercio.

Sono fonti pubbliche, quindi le leggono tutti: il vantaggio non è averle, è filtrarle meglio degli altri e scrivere a ciascuno qualcosa di preciso. Come rispondere quando uno di loro scrive per primo sta nella pagina su come rispondere alla mail di un importatore estero.

Stati Uniti: l’elenco federale degli importatori di alcolici

Il TTB, l’ufficio federale che regola alcol e tabacchi, pubblica l’elenco di chi ha il permesso di importare bevande alcoliche: 21.366 titolari al 5 ottobre 2026. Il file si scarica in CSV dalla pagina List of Permittees e porta ragione sociale, nome commerciale, indirizzo e stato. L’ufficio lo aggiorna ogni settimana.

Cosa c’è nel fileCosa ci fate
Ragione sociale e nome commerciale

Il nome con cui l’importatore si presenta, da cercare per trovare il sito e il catalogo

Indirizzo, città, stato

Il filtro per stato: negli Stati Uniti il vino passa da importatore a distributore a negozio, e ogni stato ha le sue regole

Numero di permesso

La prova che quella società può importare davvero, utile per scartare chi si presenta come importatore senza esserlo

Il file contiene anche importatori di birra e liquori: si riconoscono dal catalogo. Il filtro che conta è il portafoglio, cioè quali vini italiani porta già e da quali regioni: chi non ha vini italiani raramente comincia da voi, chi ne ha tre della vostra zona forse non ne cerca un quarto.

Regno Unito: il registro delle imprese per codice di attività

Companies House, il registro delle imprese britannico, si interroga gratis per codice di attività: 7.164 società attive col codice 46342, il commercio all’ingrosso di vino e alcolici. Per l’olio il codice è 46330, che comprende oli e grassi alimentari insieme a latticini e uova: 2.017 società attive. I risultati si scaricano in CSV fino a 5.000 righe dalla ricerca avanzata.

Sono grossisti, non solo importatori: molti comprano da altri importatori britannici. Si legge il sito di ciascuno e si tengono quelli che dichiarano di importare, meglio se con un catalogo italiano. Cosa serve per spedire nel Regno Unito dopo la Brexit sta nella pagina sull’esportazione di alimenti nel Regno Unito.

Canada: il registro delle licenze alimentari

L’agenzia canadese per la sicurezza alimentare pubblica i 19.587 titolari della licenza Safe Food for Canadians, in un CSV aggiornato l’8 ottobre 2026. Chi importa alimenti in Canada deve avere quella licenza, quindi gli importatori sono lì dentro. Il registro però elenca tutti i titolari, anche i produttori, e non ha una colonna che dica chi importa.

Il filtro si fa per nome, per provincia e leggendo i siti: «import», «distribution», «fine foods» nel nome sono un buon inizio, non una prova. Cosa deve avere l’importatore canadese per comprare da voi sta nella pagina sull’esportazione di alimenti in Canada.

Unione europea: i profili della rete Enterprise Europe Network

La rete Enterprise Europe Network, della Commissione europea, pubblica gratis i profili delle imprese che cercano partner commerciali: chi offre prodotti e chi li cerca. Cercando «wine» nelle partnering opportunities compaiono già cantine italiane che si offrono a importatori e distributori, e qualche richiesta di compratori.

Il profilo della vostra azienda si pubblica tramite il punto EEN locale, che in Italia sta presso le Camere di commercio e le loro aziende speciali, senza costi. Le offerte sono molte più delle richieste, quindi il profilo serve a farsi trovare, non sostituisce la ricerca attiva.

Come si passa dall’elenco a una risposta

Un elenco di migliaia di nomi diventa venti contatti buoni solo con tre filtri: il portafoglio, il canale, la dimensione. Il portafoglio dice se un importatore porta già prodotti come i vostri; il canale se vende a ristoranti, enoteche o grande distribuzione; la dimensione se il vostro volume gli interessa.

  1. Scaricate l’elenco del paese e tenete solo le righe della zona che vi interessa.
  2. Aprite il sito di ciascuno e segnate tre cose in un foglio: prodotti italiani in catalogo, canale, una persona o una casella a cui scrivere.
  3. Scrivete a pochi, bene: una mail che dica perché proprio a loro, con la scheda tecnica e le condizioni già pronte.

La scheda tecnica in inglese e il listino nelle cinque rese sono quello che un importatore chiede alla seconda mail: averli prima accorcia la trattativa. Stanno nella biblioteca dei modelli per l’export.

Ogni paese ha le sue regole sulle mail commerciali. In Canada, per esempio, si scrive senza consenso solo a un indirizzo che l’azienda pubblica lei stessa, e su un tema legato al suo lavoro. Ovunque, la mail dice chi siete e come non riceverne altre, e chi chiede di non essere ricontattato esce dalla lista.

Se non volete passarci la giornata

Scaricare, filtrare e leggere cento siti è una giornata di lavoro per mercato. Noi produciamo i contatti sui requisiti della vostra attività: il prodotto, il canale, la dimensione che vi serve, più i segnali pubblici che dicono chi è pronto adesso. E lo facciamo in fretta. Il 4 settembre 2026, su cinque elenchi pubblici di espositori, un nostro sistema ha letto 428 nomi, trovato e confermato 64 siti e scritto 10 mail, ognuna con dentro un fatto verificato sul sito di quella singola azienda: venti minuti in tutto. Una mail che parla di chi la riceve è quella che riceve risposta. È l’area che Itria chiama generazione di nuova domanda: in quindici minuti vediamo se sui vostri mercati ha senso, da qui.

Come trovare importatori di vino all’estero gratis?

Dalle fonti pubbliche: negli Stati Uniti il TTB pubblica l’elenco dei titolari del permesso di importazione di alcolici, nel Regno Unito Companies House si filtra per il codice di attività 46342, nell’Unione europea la rete Enterprise Europe Network pubblica i profili di chi cerca prodotti.

Poi si filtra per portafoglio, canale e dimensione, leggendo il sito di ciascuno.

Esiste un elenco gratuito degli importatori di vino negli Stati Uniti?

Sì. Il TTB pubblica in CSV l’elenco dei titolari del permesso federale di importazione di alcolici, aggiornato ogni settimana: 21.366 titolari al 5 ottobre 2026.

Contiene anche importatori di birra e liquori, che si riconoscono dal catalogo.

Come trovare importatori di olio d’oliva nel Regno Unito?

Con la ricerca avanzata di Companies House per il codice di attività 46330, che comprende il commercio all’ingrosso di oli e grassi alimentari: 2.017 società attive l’8 ottobre 2026.

Sono grossisti, non solo importatori: si tengono quelli che dichiarano di importare.

Le banche dati di importatori a pagamento servono?

Possono far risparmiare tempo nel filtro, ma i nomi di partenza in molti paesi sono pubblici e gratuiti.

Prima di pagare conviene scaricare l’elenco pubblico del paese e vedere quanti nomi utili ne escono.

Come si scrive al primo importatore?

A pochi, bene: una mail che dica perché proprio a loro, con la scheda tecnica in inglese e le condizioni già pronte.

L’importatore chiede quei documenti alla seconda mail: averli prima accorcia la trattativa.

Note sulle fonti

  1. TTB, List of Permittees, file «Alcohol Importer Permit List»: 21.366 righe, dato al 5 ottobre 2026, scaricato e letto l’8 ottobre.
  2. Companies House, ricerca avanzata per codice SIC e stato attivo: 7.164 risultati per 46342 e 2.017 per 46330, letti l’8 ottobre 2026.
  3. Canadian Food Inspection Agency, Safe Food for Canadians Licence Registry: 19.587 titolari, CSV aggiornato l’8 ottobre 2026.
  4. Enterprise Europe Network, partnering opportunities: ricerca per «wine» fatta l’8 ottobre 2026.
  5. I conteggi cambiano ogni settimana: quelli in pagina sono del giorno della lettura. Nessuna delle fonti dice chi compra vino o olio italiano: lo dice il catalogo di ciascuno, letto a mano.
·Il passo successivo

L’elenco è gratis. Il tempo per leggerlo no.

Da 428 nomi a 10 mail scritte una per una, in venti minuti: è il lavoro che resta dopo l’elenco, e si ripete a ogni mercato. Con Itria costruiamo sistemi su misura per le PMI che esportano: il primo passaggio sugli elenchi lo fa un sistema, la scelta e la mail una persona. Scriveteci una riga: in quindici minuti vediamo se sui vostri mercati avrebbe senso.