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Export8 ottobre 20266 minuti di lettura

La dichiarazione di origine in fattura. Il testo esatto, accordo per accordo.

La dichiarazione di origine in fattura è una frase fissa, e cambia da un accordo all’altro. Qui scegliete il paese e la lingua, e la pagina vi dà il testo dell’accordo giusto, con il numero al posto giusto, da copiare in fattura.

In breve

Ogni accordo ha il suo testo. La convenzione pan-euro-mediterranea, l’accordo con il Regno Unito, quello con il Giappone e il CETA con il Canada scrivono la frase in modo diverso, e il Giappone chiede anche il codice del criterio di origine.

Sotto i 6.000 euro la può scrivere qualunque esportatore. Sopra serve il numero: di esportatore autorizzato nell’area pan-euro-mediterranea, di registrazione REX verso Regno Unito, Giappone e Canada.

I testi sono copiati dagli allegati ufficiali degli accordi, letti l’8 ottobre 2026 sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, in italiano e in inglese.

Questa pagina dà il testo da scrivere. Come si diventa esportatore autorizzato, e quando conviene, sta nella pagina sull’esportatore autorizzato e il REX; quale prova di origine serve, EUR.1 o dichiarazione, nella pagina su EUR.1 o certificato di origine.

Il testo giusto, in un calcolo

Paese, lingua, valore della spedizione e il vostro numero, se ce l’avete: il testo esce già composto. Se il valore supera i 6.000 euro e il numero manca, la pagina lo dice invece di darvi una frase che in dogana non vale. Lo strumento lavora solo nel browser e non salva niente.

La vostra dichiarazione

Il testo compare qui appena scegliete il paese e scrivete il valore.

I testi, accordo per accordo

Quattro testi ufficiali, ognuno con la fonte nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. I puntini sono gli spazi da riempire: il numero, l’origine dei prodotti e, per il Giappone, il criterio. Le note degli allegati spiegano come riempirli e, come scrivono gli accordi stessi, non si riproducono in fattura.

AccordoIl testo in italianoCosa cambia
Area pan-euro-mediterraneaconvenzione riveduta, allegato III

«L’esportatore delle merci contemplate nel presente documento (autorizzazione doganale n. …) dichiara che, salvo indicazione contraria, le merci sono di origine preferenziale …»

Il numero è quello di esportatore autorizzato; senza, le parole fra parentesi si omettono.

Regno Unitoaccordo sugli scambi e la cooperazione, allegato 7

«L’esportatore dei prodotti contemplati nel presente documento (n. di riferimento dell’esportatore …) dichiara che, eccetto nei casi chiaramente indicati, tali prodotti sono di … origine preferenziale.»

Il numero è quello REX; si chiama attestazione di origine e non chiede la firma.

Giapponeaccordo di partenariato economico, allegato 3-D

«L’esportatore delle merci contemplate nel presente documento (numero di riferimento dell’esportatore …) dichiara che, salvo indicazione contraria, le merci sono di origine preferenziale … (Criteri di origine usati …)»

Chiede il codice del criterio di origine, da A a E.

CanadaCETA, protocollo sulle norme di origine, allegato 2

«L’esportatore delle merci contemplate nel presente documento (autorizzazione doganale n. …) dichiara che, salvo indicazione contraria, le merci sono di origine preferenziale …»

Per l’esportatore UE il numero è quello di autorizzazione o di registrazione REX.

A quali paesi vale il testo pan-euro-mediterraneo. Dal 1° gennaio 2026 fra l’Unione e le parti della convenzione si applicano solo le norme rivedute, tranne che con i paesi che non le hanno ancora ratificate. La Commissione lo scrive su Access2Markets: verso Marocco, Egitto, Palestina e Tunisia l’esportatore UE usa comunque le norme rivedute. Con Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Isole Faroe, Balcani occidentali, Moldova, Georgia e Ucraina il testo è questo. Verso Israele, Algeria, Libano e Turchia confermate il testo con lo spedizioniere prima di scriverlo.

La soglia dei 6.000 euro

Sotto i 6.000 euro di prodotti originari, la dichiarazione la può compilare qualunque esportatore. La convenzione pan-euro-mediterranea lo scrive all’articolo 18: la dichiarazione può essere compilata «da qualsiasi esportatore per qualsiasi spedizione consistente in uno o più colli contenenti prodotti originari il cui valore totale non superi i 6 000 EUR». Sopra, serve lo status di esportatore autorizzato.

Verso Regno Unito, Giappone e Canada il sistema è quello degli esportatori registrati: sopra i 6.000 euro la dichiarazione porta il numero REX. Il valore che conta è quello dei prodotti originari della spedizione, non della fattura intera, se nella stessa fattura ci sono anche prodotti non originari.

Dove si scrive, e cosa si aggiunge

Sulla fattura o su un altro documento commerciale che descriva i prodotti in modo abbastanza preciso da identificarli. Si aggiungono luogo e data, se non sono già nel documento, e il nome dell’esportatore; la firma la chiedono il testo pan-euro-mediterraneo e il CETA. L’origine si indica con la sigla dell’Unione, UE in italiano ed EU in inglese.

Se la stessa fattura porta prodotti originari e non originari, i non originari vanno indicati chiaramente: è il senso di «salvo indicazione contraria» in tutti e quattro i testi. Per le spedizioni ripetute di prodotti identici, gli accordi con Regno Unito, Giappone e Canada ammettono una dichiarazione con un periodo di validità fino a 12 mesi.

Se la scrivete a ogni fattura

La frase si copia a mano, e a mano si sbaglia il numero o la si mette sulla fattura sbagliata. Un sistema la scriverebbe da solo sulle fatture verso i paesi giusti, sopra o sotto la soglia, e una persona la controllerebbe prima che parta. Com’è fatto lo mostra la dimostrazione dall’ordine alla packing list.

Come si scrive la dichiarazione di origine in fattura?

Si copia il testo fisso dell’accordo con il paese di destinazione, nella lingua ammessa, con il numero di esportatore autorizzato o REX al suo posto e l’origine dei prodotti.

Poi luogo, data e nome dell’esportatore. Il testo cambia da accordo ad accordo, ed è il motivo per cui un fac simile generico rischia di non valere.

Serve essere esportatore autorizzato per la dichiarazione su fattura?

Solo sopra i 6.000 euro di prodotti originari per spedizione. Sotto, la dichiarazione la può compilare qualunque esportatore.

Sopra, nell’area pan-euro-mediterranea serve lo status di esportatore autorizzato; verso Regno Unito, Giappone e Canada serve la registrazione REX.

La dichiarazione di origine si può scrivere in inglese?

Sì. Gli accordi elencano le versioni linguistiche ammesse, e l’inglese e l’italiano ci sono in tutti e quattro quelli di questa pagina.

Il testo inglese è fisso come quello italiano: si copia, non si traduce.

Cosa si scrive al posto dell’origine?

L’origine dei prodotti: per un esportatore italiano l’Unione europea, scritta UE in italiano ed EU in inglese.

Se nella fattura ci sono anche prodotti non originari, vanno indicati chiaramente: è il senso di «salvo indicazione contraria».

Perché per il Giappone serve il criterio di origine?

Perché l’accordo UE-Giappone lo chiede nel testo stesso della dichiarazione: un codice da A a E che dice come il prodotto è diventato originario.

A se interamente ottenuto, B se fatto solo con materiali originari, C con la regola specifica applicata, D per il cumulo, E per le tolleranze.

Note sulle fonti

  1. Decisione n. 1/2023 del comitato misto della convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee, del 7 dicembre 2023, allegato III, testo della dichiarazione di origine, e articolo 18 sulla soglia dei 6.000 euro, citato alla lettera.
  2. Accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione fra l’Unione europea e il Regno Unito, allegato 7, testo dell’attestazione di origine.
  3. Accordo fra l’Unione europea e il Giappone per un partenariato economico, allegato 3-D, testo della dichiarazione di origine, con i codici dei criteri di origine.
  4. Accordo economico e commerciale globale fra il Canada e l’Unione europea, protocollo sulle norme di origine, allegato 2.
  5. Testi letti l’8 ottobre 2026 sul testo ufficiale dell’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, in italiano e in inglese. Gli accordi si modificano con decisioni dei comitati misti: prima di una spedizione importante il testo si conferma con lo spedizioniere.
·Il passo successivo

La frase è fissa. Sbagliarla costa il dazio pieno al vostro cliente.

Una dichiarazione con il numero sbagliato o sul paese sbagliato vale come nessuna dichiarazione. Con Itria costruiamo sistemi su misura per le PMI che esportano: i documenti si formano dagli ordini, con il testo giusto per ogni paese, e una persona li approva prima che partano. Scriveteci una riga: in quindici minuti vediamo se sui vostri avrebbe senso.