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Sistemi AIMattia Esposito25 settembre 20268 minuti di lettura

Come scegliere un’agenzia di intelligenza artificiale. Nove domande da fare prima di firmare.

Questa guida la scrive un’agenzia. Le domande valgono anche per noi, e in fondo ci sono le nostre risposte.

In breve

Si sceglie male quando si confrontano prezzi di cose diverse. Due preventivi per «un sistema AI» possono descrivere un abbonamento a un prodotto pronto e un sistema costruito sui vostri processi. Le domande rendono confrontabili le offerte prima di guardare il prezzo.

Le domande che contano sono nove e toccano quattro cose: di chi resta ciò che si costruisce, come si misura il risultato, cosa fa la macchina da sola, e cosa chiedono l’AI Act e il GDPR.

Ogni domanda ha una risposta attesa, scritta prima della firma. Una risposta che arriva solo a voce, o solo dopo il contratto, lascia scoperta quella voce.

Perché per una PMI la scelta è difficile

Perché per giudicare una proposta di intelligenza artificiale servono competenze che in azienda spesso mancano. Secondo Istat, Imprese e ICT, anno 2025, «la mancanza di competenze adeguate frena l’adozione dell’IA in quasi il 60% delle aziende che hanno valutato ma poi non realizzato investimenti in IA».

Intanto il divario cresce. Nel 2025 usa almeno una tecnologia di intelligenza artificiale il 15,7% delle piccole e medie imprese con almeno 10 addetti, contro il 53,1% delle grandi, e un anno prima erano il 7,7% e il 32,5%. Chi arriva adesso compra in un mercato che si muove in fretta, dove le domande giuste proteggono più della conoscenza tecnica.

Le nove domande, e la risposta che deve arrivare

Nove domande, ognuna con la risposta che deve arrivare. Per giudicarle non serve conoscere la tecnica: basta che la risposta sia scritta, precisa e verificabile. Una risposta vaga su un punto equivale a un punto scoperto, e conviene chiederla di nuovo prima di firmare.

DomandaPerché contaLa risposta che deve arrivare
Di chi sono dati, sistema e account alla fine?la proprietà

Un sistema costruito sui vostri processi vale solo se resta vostro. Se account e dati sono intestati al fornitore, cambiare fornitore vuol dire ricominciare da capo.

Una clausola scritta: i dati restano vostri, ciò che viene costruito per voi è vostro al saldo, gli account sono intestati all’azienda.

Cosa succede se smettiamo di pagare?l’uscita

La risposta dice se state comprando un sistema o lo state affittando. Il canone copre manutenzione e servizi, ed è giusto che esista: conta cosa resta quando finisce.

Cosa continua a funzionare, cosa si ferma, entro quanti giorni ricevete dati ed esportazioni, e in quale formato.

Quale numero dice che ha funzionato, e quanto vale oggi?la misura

Senza un numero misurato prima, il dopo non si può verificare e ogni risultato diventa un’opinione. Il conto di partenza si può fare anche da soli, come per il costo di rispondere a mano.

Un indicatore solo, per esempio il tempo medio di prima risposta, misurato prima di iniziare, e la data in cui si rimisura.

Chi costruisce, e chi interviene quando si ferma?le persone

Sapere chi mette le mani sul sistema dice chi potrà ripararlo. Un nome e un tempo di intervento valgono più di una descrizione del gruppo di lavoro.

Il nome di chi costruisce, il tempo di intervento per un guasto, e chi subentra se quella persona non c’è.

Cosa fa il sistema da solo, e cosa passa da una persona?il controllo

Un messaggio sbagliato a un cliente costa più del tempo risparmiato. Il confine fra automatico e approvato si decide prima, per iscritto, e si può spostare.

L’elenco delle azioni automatiche e di quelle che aspettano un’approvazione, e chi può cambiare quel confine.

Il sistema parla con i vostri clienti?AI Act, articolo 50

Dal 2 agosto 2026 un sistema che interagisce direttamente con le persone deve far sapere che è un’intelligenza artificiale, come chiede l’articolo 50 del Regolamento (UE) 2024/1689.

Dove e come il sistema lo dichiara, con il testo esatto del messaggio.

Chi tratta i dati personali, e dove stanno?GDPR, articolo 28

Se il fornitore, o i modelli che usa, trattano dati dei vostri clienti per conto vostro, serve l’accordo previsto dall’articolo 28 del GDPR.

L’accordo di nomina a responsabile del trattamento, l’elenco dei fornitori usati, modelli AI compresi, e il paese in cui stanno i dati.

Chi paga quando il modello cambia prezzo?la dipendenza

I sistemi AI poggiano su modelli di terzi, che cambiano versioni e listini. Se il costo d’uso sale qualcuno lo paga, e conviene saperlo prima.

Quali modelli si usano, chi sostiene i costi d’uso, e cosa succede al canone se quei costi salgono.

Cosa copre il prezzo, e da quando parte il canone?il perimetro

Due preventivi si confrontano solo se descrivono lo stesso lavoro: cosa viene costruito, cosa resta fuori, entro quando. Altrimenti si confrontano prezzi di cose diverse.

Un perimetro scritto con un prezzo fisso, e la data da cui parte il canone, legata al sistema che funziona.

Le nove domande, da copiare in una mail
1. Di chi sono dati, sistema e account
   alla fine del lavoro?
2. Se smettiamo di pagare, cosa
   continua a funzionare, e in che
   formato riceviamo i dati?
3. Quale numero misura il risultato,
   quanto vale oggi, e quando si
   rimisura?
4. Chi costruisce, e in quanto tempo
   interviene se il sistema si ferma?
5. Cosa fa il sistema da solo, e cosa
   aspetta un’approvazione?
6. Se parla con i clienti, dove e come
   dichiara di essere un’intelligenza
   artificiale?
7. Ci mandate l’accordo previsto
   dall’articolo 28 del GDPR e l’elenco
   dei fornitori, modelli compresi?
8. Chi paga se il costo d’uso del
   modello sale?
9. Qual è il perimetro, qual è il
   prezzo, e da quando parte
   il canone?

Tre segnali che una proposta va riletta

Una percentuale di risultato senza un numero di partenza. Una promessa come «il 70% di tempo in meno» significa qualcosa solo se qualcuno ha misurato il tempo di oggi. Se la misura manca, la percentuale resta una promessa, e va chiesto come verrà verificata.

Un prezzo senza perimetro. «Tutto compreso» è una formula comoda per chi vende. Per chi compra conta l’elenco di cosa viene costruito e di cosa resta fuori, perché è lì che nascono i costi in più a lavoro iniziato.

Una proposta senza un nome. Un documento firmato da «il team» lascia aperta la domanda su chi costruisce e chi risponde. Un nome e un recapito diretto sono il modo più semplice per sapere a chi telefonare quando qualcosa si ferma.

Le stesse domande, fatte a Itria

Le risposte di Itria sono già scritte nei Termini, nei principi e nella pagina sulla trasparenza dell’AI, e valgono come impegno. Qui sotto le frasi testuali, domanda per domanda, e dove si trovano.

DomandaCosa c’è scritto
La proprietàdomande 1 e 2

«Al saldo di quanto dovuto il cliente resta proprietario dei propri dati e titolare di ciò che è stato costruito per lui.» E: «Ogni intervento si conclude con il cliente che possiede il sistema.» Termini, punto 8.

La misuradomanda 3

«Nessun lavoro viene proposto prima di aver guardato dove l’azienda perde tempo o fatturato oggi.» Termini, punto 7.

Le personedomanda 4

Itria «opera in prima persona» con Mattia Esposito, che costruisce e risponde. Chi siamo.

Il controllodomande 5 e 6

«La macchina prepara, ma decide sempre una persona.» Etica. Dove una risposta parte da sola, lo decide il titolare canale per canale. Trasparenza AI.

I dati e i modellidomande 7 e 8

«Non usiamo i dati di un cliente per addestrare modelli.» Il modello di terze parti è nominato, con l’accordo che esclude il training. Trasparenza AI. Chi sostiene i costi d’uso si scrive nel perimetro di ogni incarico.

Il prezzodomanda 9

«Il prezzo è fisso e concordato prima.» E: «nessun canone che parte prima che il sistema funzioni.» Termini, punto 7.

Prendiamo pochi clienti alla volta, perché ogni sistema lo costruisce una persona. Per questo le domande di questa pagina conviene farle anche a noi, prima di cominciare.

Domande e risposte

Come si sceglie un’agenzia di intelligenza artificiale per una PMI?

Con nove domande, fatte prima della firma e con la risposta per iscritto. Riguardano quattro cose: di chi restano dati, sistema e account; quale numero misura il risultato e quanto vale oggi; cosa fa il sistema da solo e cosa passa da una persona; cosa chiedono l’AI Act e il GDPR.

Le domande rendono confrontabili offerte diverse prima del prezzo. Una risposta vaga, o che arriva solo dopo il contratto, lascia scoperta quella voce.

Di chi è il sistema costruito da un’agenzia AI?

Dipende dal contratto, ed è la prima cosa da farsi scrivere. La divisione più comune separa ciò che è vostro, cioè i dati, le configurazioni e i flussi costruiti per voi, da ciò che resta all’agenzia, cioè i metodi e gli strumenti generici che usa con tutti.

Conta anche a chi sono intestati gli account dei servizi usati. Se stanno a nome del fornitore, cambiare fornitore vuol dire ricominciare da capo.

Un sistema AI per un’azienda deve rispettare l’AI Act?

Sì, per le parti che lo riguardano. Dal 2 agosto 2026 si applicano gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50 del Regolamento (UE) 2024/1689: un sistema che interagisce direttamente con le persone deve far sapere che è un’intelligenza artificiale.

Dal 2 febbraio 2025 vale anche l’articolo 4, riscritto dal Regolamento (UE) 2026/1744: chi usa l’AI adotta misure volte a sostenere l’alfabetizzazione di chi la usa, come spiega la pagina sulla formazione prevista dall’AI Act. Se il sistema tratta dati personali per conto dell’azienda, vale il GDPR, con l’accordo dell’articolo 28.

Conviene pagare un canone o un prezzo una tantum per un sistema AI?

Dipende da cosa copre il canone. Un sistema AI ha costi che continuano dopo la consegna: i modelli si pagano a uso, i servizi hanno un abbonamento, e qualcuno deve intervenire quando qualcosa cambia. Il canone paga queste voci.

Due cose da farsi scrivere: cosa copre, voce per voce, e da quando parte. Un canone che comincia prima che il sistema funzioni paga un lavoro non ancora consegnato.

Come si confrontano due preventivi per un sistema di intelligenza artificiale?

Riportandoli allo stesso perimetro: cosa viene costruito, cosa resta fuori, entro quando, e con quale numero si verifica il risultato. Se un preventivo non lo dice, va chiesto prima di confrontare i prezzi.

Poi si confrontano le uscite: cosa resta vostro se il rapporto finisce, e in che formato ricevete i dati. Un prezzo più basso con un’uscita più cara costa di più nel tempo.

Note sulle fonti

  1. Istat, Imprese e ICT, anno 2025, pubblicato il 15 dicembre 2025. Da qui il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti che usa l’IA (8,2% nel 2024), il 15,7% delle PMI contro il 53,1% delle grandi, e la frase sulle competenze, citata alla lettera. La rilevazione riguarda solo le imprese con almeno 10 addetti: le microimprese ne restano fuori.
  2. Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale, articolo 50, paragrafo 1, e articolo 4, sostituito dal Regolamento (UE) 2026/1744.
  3. Regolamento (UE) 2016/679, il GDPR, articolo 28 sul responsabile del trattamento.
  4. Le frasi della sezione sulle risposte di Itria sono testuali e vengono dai Termini (punti 7 e 8), da Etica, da Trasparenza AI e da Chi siamo. Istat e le pagine di Itria sono state aperte e lette il 25 settembre 2026; i testi dei regolamenti sono quelli già verificati per le pagine sull’AI Act di questo sito.
·Il passo successivo

Portate le nove domande al primo incontro. Anche al nostro.

Il primo passo con Itria è una videochiamata di quindici minuti: si parte da dove l’azienda perde tempo o fatturato oggi, e le domande di questa pagina si fanno lì, prima di qualunque preventivo. Scriveteci una riga su cosa vi pesa. Il primo passo lo facciamo noi: quello che un cliente vede quando vi cerca, e cosa ci abbiamo trovato. Anche se poi non lavoreremo insieme.