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GlossarioMattia Esposito26 settembre 20266 minuti di lettura

LLM. Il motore dentro gli assistenti AI, spiegato senza gergo.

Un LLM (large language model, cioè modello linguistico di grandi dimensioni) è un programma addestrato su enormi quantità di testo a prevedere il pezzo di testo successivo, e per questo capace di scrivere, riassumere, tradurre e rispondere in linguaggio naturale. È il motore dentro assistenti come ChatGPT, Claude e Gemini.

In breve

Un LLM prevede il testo più probabile, un pezzo alla volta. Da quella meccanica vengono sia la fluidità con cui scrive sia gli errori detti con sicurezza.

L’AI Act lo inquadra fra i modelli di IA per finalità generali: addestrati con grandi quantità di dati e capaci di svolgere «un’ampia gamma di compiti distinti».

In Italia usa l’intelligenza artificiale il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti, e fra queste il 59,1% usa quella generativa, secondo Istat per il 2025.

Questa voce fa parte del glossario dell’AI e dell’automazione, dove ogni termine ha una definizione breve. Qui la definizione si allarga: come funziona un LLM, le quattro parole che servono a capirlo, cosa sa fare in una piccola impresa, dove sbaglia e cosa ne dice la legge europea.

Cos’è un LLM

Un LLM è un modello di intelligenza artificiale addestrato su testi, con miliardi di parametri, che produce testo nuovo a partire da quello che riceve. «Large» si riferisce alla dimensione: la quantità di testo usata per addestrarlo e il numero di parametri, i valori interni aggiustati durante l’addestramento.

L’architettura su cui si basa quasi ogni LLM è il transformer, proposto nel giugno 2017 in un articolo firmato da Ashish Vaswani e colleghi, dal titolo «Attention Is All You Need». Il meccanismo chiave è l’attenzione: il modello decide, parola per parola, a quali altre parti del testo guardare.

Come funziona, in quattro parole

Quattro parole bastano a capire cosa succede dentro un LLM, e ognuna ha una conseguenza pratica per chi lo usa in azienda: quanto costa, cosa sa, cosa ricorda durante un compito, quanto è ripetibile la risposta.

ParolaCosa vuol direPerché vi riguarda
Tokenl’unità di testo

Il pezzo di testo che il modello legge e scrive: una parola, una parte di parola, un segno.

L’uso si paga a token, e la lunghezza di un documento si misura in token.

Addestramentoquando impara

La fase in cui il modello impara dai testi aggiustando i parametri. Avviene prima, una volta, ed è costosa.

Il modello non conosce quello che è successo dopo, né i vostri documenti.

Finestra di contestocosa tiene presente

Quanto testo il modello considera in una volta: la domanda, i documenti allegati, la conversazione.

Quello che non sta nella finestra, per il modello non esiste.

Temperaturaquanto varia

Il parametro che regola quanto la risposta è prevedibile o varia.

Per il lavoro aziendale si tiene bassa: meno fantasia, risposte più ripetibili.

Cosa sa fare in una PMI

Secondo Istat, fra le imprese italiane che usano l’intelligenza artificiale nel 2025, il 70,8% la impiega per estrarre informazioni da documenti di testo e il 59,1% usa l’AI generativa, scritta, parlata o per immagini. Sono i due lavori in cui un LLM rende di più: leggere e scrivere.

In pratica un LLM legge una mail in qualunque lingua e capisce cosa chiede, estrae i dati da un ordine o da una fattura, prepara la bozza di una risposta, di una scheda prodotto o di un’offerta, riassume un documento lungo, traduce mantenendo il tono. La decisione se la bozza va bene resta a una persona.

Dove sbaglia

Un LLM prevede il testo probabile, e il testo probabile può essere falso. Quando non conosce la risposta tende a produrne comunque una plausibile: è l’allucinazione. In un articolo del 5 settembre 2025 OpenAI la attribuisce a procedure di addestramento e valutazione che premiano il tentativo più dell’ammissione di incertezza.

Il secondo limite è la data. Il modello conosce il mondo fino all’addestramento, e non conosce i vostri documenti. Entrambi i limiti si contengono dando al modello le fonti giuste al momento della domanda, con la tecnica chiamata RAG, e mettendo una persona dove l’errore costa: è il human in the loop.

LLM, chatbot e agente

L’LLM è il motore; chatbot e agente sono due modi di usarlo. Un chatbot mette il modello in una conversazione e produce risposte. Un agente gli dà strumenti per agire, come leggere una casella di posta o scrivere in un gestionale. La differenza fra i due è spiegata nella pagina agente AI o chatbot.

Cosa dice l’AI Act

L’AI Act, all’articolo 3, punto 63, definisce il «modello di IA per finalità generali»: un modello addestrato «con grandi quantità di dati utilizzando l’autosupervisione su larga scala», con una generalità significativa e capace di svolgere un’ampia gamma di compiti distinti. I grandi LLM rientrano qui, e gli obblighi principali ricadono su chi li sviluppa.

Per un’azienda che li usa contano soprattutto due regole già in vigore. La formazione del personale, all’articolo 4, dal 2 febbraio 2025, spiegata nella pagina sull’obbligo di formazione. E la trasparenza verso chi parla con un sistema, all’articolo 50, dal 2 agosto 2026.

Come lo usa Itria

Itria usa gli LLM dentro sistemi con regole scritte prima, mai da soli. Nell’Inbox AI il modello legge le richieste e prepara una bozza: su un banco di prova del 4 settembre 2026, 100 richieste in 4 canali e 5 lingue, la bozza era pronta in 7,290 secondi di mediana, con la lingua giusta in 97 casi su 100.

Gli stessi modelli preparano le bozze multilingue ed estraggono i dati nell’inserimento dei documenti. In tutti i casi quello che impegna l’azienda passa da una persona prima dell’invio, e l’elenco dei modelli usati è disponibile su richiesta, come scritto nella pagina sulla trasparenza AI.

Termini correlati

Allucinazioni dell’AI

L’affermazione falsa detta con sicurezza da un modello. Il limite più noto degli LLM, e il più facile da contenere.

RAG

La tecnica che dà al modello i documenti giusti al momento della domanda, perché risponda da quelli.

Prompt

L’istruzione scritta che si dà al modello. La qualità della risposta dipende molto da come è scritta.

Intelligenza artificiale generativa

La famiglia di sistemi che producono testo, immagini o suoni nuovi. Gli LLM ne sono la parte che scrive.

Domande e risposte

Cos’è un LLM in parole semplici?

Un LLM, large language model, cioè modello linguistico di grandi dimensioni, è un programma addestrato su enormi quantità di testo a prevedere il pezzo di testo successivo.

Da quella capacità vengono le altre: scrivere, riassumere, tradurre, estrarre dati da un documento, rispondere a una domanda. È il motore dentro assistenti come ChatGPT, Claude e Gemini.

Come funziona un LLM?

Legge il testo che riceve spezzato in token, cioè parole o parti di parola, e calcola quale token è più probabile che venga dopo, uno alla volta, finché la risposta è completa. Le probabilità le ha imparate durante l’addestramento su testi.

Quasi tutti gli LLM si basano sul transformer, l’architettura proposta nel 2017 che usa il meccanismo dell’attenzione per collegare fra loro le parti del testo.

Che differenza c’è fra LLM e ChatGPT?

L’LLM è il modello, cioè il motore. ChatGPT è un prodotto che mette un modello dentro una conversazione, con un’interfaccia, delle regole e degli strumenti in più.

Lo stesso modello può essere usato in altri modi: dentro un sistema che legge le mail di un’azienda, compila un gestionale o prepara bozze da approvare.

Un LLM può sbagliare?

Sì. Prevede il testo più probabile, e quando non conosce la risposta tende a produrne comunque una plausibile: è l’allucinazione. In un articolo del 5 settembre 2025 OpenAI lo attribuisce a procedure di addestramento e valutazione che premiano il tentativo più dell’ammissione di incertezza.

Si contiene dando al modello le fonti giuste al momento della domanda e mettendo una persona dove l’errore costa.

Cosa dice l’AI Act sugli LLM?

I grandi LLM rientrano nella definizione di modello di IA per finalità generali dell’articolo 3, punto 63, del Regolamento (UE) 2024/1689, e gli obblighi principali su questi modelli ricadono su chi li sviluppa.

Per un’azienda che li usa contano soprattutto la formazione del personale, articolo 4, dal 2 febbraio 2025, e la trasparenza verso chi parla con un sistema, articolo 50, dal 2 agosto 2026.

Note sulle fonti

  1. Il transformer è proposto in Vaswani e altri, Attention Is All You Need, prima versione del 12 giugno 2017.
  2. Le citazioni dell’AI Act vengono dall’articolo 3, punto 63, del Regolamento (UE) 2024/1689, letto nel testo ufficiale italiano. Le date degli articoli 4 e 50 sono ricostruite nelle nostre pagine sull’AI Act, con le fonti.
  3. Le quote sull’uso dell’intelligenza artificiale vengono da Istat, Imprese e ICT, anno 2025, imprese con almeno 10 addetti. Il 70,8% e il 59,1% sono calcolati sulle sole imprese che usano l’intelligenza artificiale.
  4. La spiegazione delle allucinazioni viene da OpenAI, Why language models hallucinate, 5 settembre 2025, letto il 26 settembre 2026. È la tesi di chi sviluppa i modelli, pubblicata insieme a un articolo di ricerca.
  5. I tempi e la lingua giusta sono una misura di Itria su un banco di prova del 4 settembre 2026, 100 richieste di prova. È un sistema di test, non il lavoro presso un cliente, e la prova si rifà davanti a chi la chiede.
·Il passo successivo

Un modello sa leggere e scrivere. Quello che conta è dove lo mettete nel vostro lavoro.

Il primo passo con Itria è una videochiamata di quindici minuti: si guarda quali testi la vostra azienda legge e scrive ogni giorno, e quali potrebbero arrivare già in bozza. Scriveteci una riga su cosa vi pesa. Il primo passo lo facciamo noi: quello che un cliente vede quando vi cerca, e cosa ci abbiamo trovato. Anche se poi non lavoreremo insieme.