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Export6 settembre 20269 minuti di lettura

Il certificato sanitario. Come si chiede, e quanto costa chiederlo tardi.

Sul certificato sanitario per l’esportazione si trova scritto ovunque cosa è. Quasi da nessuna parte si trova scritto come si chiede, con quale preavviso e con quale ricevuta di pagamento allegata.

In breve

Si chiede alla ASL competente per territorio, con un modulo suo, per posta elettronica certificata. Il preavviso richiesto lo fissa ogni azienda sanitaria: la ASL TO5 dichiara tre giorni lavorativi, la ASL di Novara cinque per gli alimenti di origine non animale.

Si paga a tempo. Il D.Lgs. 32/2021 prevede una tariffa su base oraria per le attività finalizzate all’esportazione. La ASL TO5 pubblica l’importo che applica: 80 euro l’ora, con 60 euro per il primo certificato con sopralluogo e 20 euro per i successivi nella stessa giornata.

Chiedere tardi è una voce di costo. L’articolo 8 dello stesso decreto prevede una maggiorazione del 30 per cento quando il controllo è richiesto con meno di 24 ore di anticipo, oltre che in orario notturno o nei giorni festivi.

Questo pezzo fa parte della guida all’export operativo per il piccolo produttore alimentare e copre la procedura. Cosa siano il certificato sanitario e l’attestato di libera vendita, chi li firma e in cosa differiscono, sta in certificato sanitario o libera vendita.

A chi si chiede

All’azienda sanitaria locale competente per il territorio in cui si trova lo stabilimento. Dentro la ASL, il servizio cambia a seconda del prodotto: il servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione per gli alimenti di origine non animale e i materiali a contatto, il servizio veterinario per gli alimenti di origine animale, i mangimi e i sottoprodotti.

La ASL TO5, per esempio, pubblica tre indirizzi diversi a seconda del ramo. È un dettaglio che sembra irrilevante e non lo è: una richiesta mandata al servizio sbagliato non viene respinta, viene inoltrata, e nel frattempo il preavviso che avevate calcolato si è consumato.

La prima cosa da fare, quindi, non è scrivere. È aprire la pagina della vostra ASL e trovare il modulo, l’indirizzo e il preavviso che quella ASL dichiara. Le differenze fra aziende sanitarie sono reali e non si deducono.

Il preavviso, che cambia da ASL a ASL

Non esiste un preavviso nazionale. Ogni azienda sanitaria pubblica il proprio, e la forbice che si trova leggendo tre pagine diverse è ampia abbastanza da rovinare una spedizione a chi si è regolato sulla ASL sbagliata.

Azienda sanitariaPreavviso dichiaratoCosa dice la pagina
ASL TO5alimenti, mangimi e MOCA

3 giorni lavorativi. Testuale: «La richiesta deve essere inviata con un preavviso di 3 giorni lavorativi».

Tre indirizzi diversi a seconda del ramo, e per ciascuna domanda va documentato il pagamento della tariffa ai sensi del D.Lgs. 32/2021.

ASL Novaraorigine non animale e MOCA

5 giorni lavorativi, con «trasmissione al SIAN con un preavviso di 5 giorni lavorativi».

Fra gli allegati la fotocopia del documento di identità del richiedente, cioè del legale rappresentante o del titolare.

ASL 3 Liguriaorigine vegetale e composti

Non dichiara un preavviso, ma prevede il rilascio urgente entro 24 ore dalla presentazione della domanda, con maggiorazione.

Chiede la packing list completa allegata alla richiesta, e la ricevuta di pagamento del contributo calcolato su base oraria.

La lettura pratica di questa tabella non è «servono tre giorni». È che il numero va letto sulla vostra ASL, una volta, e poi scritto da qualche parte dove chi prepara le spedizioni lo trova senza cercarlo.

Cosa si allega

Il modulo lo pubblica la ASL e cambia da azienda ad azienda, ma il corredo si assomiglia. Ricorrono il documento di identità del legale rappresentante o del titolare, i dati completi della partita da certificare, e la ricevuta del pagamento della tariffa.

Un allegato meno ovvio, e richiesto esplicitamente dalla ASL 3 Liguria, è la packing list completa dei dati richiesti. Ha senso: il certificato deve descrivere la stessa merce descritta sugli altri documenti, ed è il punto in cui la coerenza documentale diventa un requisito e non una buona pratica.

È anche la ragione per cui conviene preparare la cartella della spedizione prima di chiedere il certificato, e non dopo. La stessa merce va descritta allo stesso modo su fattura, packing list e certificato, come spiegato nei documenti della spedizione alimentare all’estero.

Quanto costa: si paga a tempo

Il D.Lgs. 2 febbraio 2021 n. 32 stabilisce che l’attività finalizzata all’esportazione è a carico dell’operatore e si tariffa su base oraria. L’articolo 10, comma 2 spiega come si calcola: la tariffa oraria moltiplicata per le ore o frazioni impiegate da ciascun addetto, e precisa una cosa che quasi nessuno riporta.

«La frazione oraria minima da considerare è il minuto. Ai fini della determinazione della tariffa di cui al presente articolo non deve essere computato il tempo per il viaggio.»

Il decreto rimanda l’importo orario a un allegato pubblicato in formato grafico, che non abbiamo potuto leggere. Lo pubblicano però le singole aziende sanitarie: la ASL TO5 dichiara che «l’importo stabilito è di 80 euro/ora (Allegato 3, sez. 1)», e su quella base costruisce un tariffario leggibile.

PrestazioneTariffa dichiarataTempo standard considerato
Primo certificatocon sopralluogo

60 euro

45 minuti, calcolati sulla tariffa oraria di 80 euro.

Certificati successivinella stessa giornata

20 euro ciascuno

15 minuti. È il motivo per cui conviene raggruppare le richieste.

Attestazionesenza sopralluogo

20 euro

15 minuti di tempo standard per ciascun attestato.

Primo inserimento in liste exporto ricertificazione annuale

80 euro l’ora per operatore

A tempo effettivo. È la voce che pesa quando si apre un mercato nuovo.

Mantenimento nelle listecompetenza ministeriale

100 euro per stabilimento, per anno e per paese terzo

È una spesa ricorrente, e cresce con ogni mercato aperto.

Gli importi sono quelli dichiarati da una singola azienda sanitaria e non sono una tariffa nazionale: la tariffa oraria viene dal decreto, il modo di applicarla lo pubblica ogni ASL. Il valore di questa tabella sta nell’ordine di grandezza e nella struttura, non nella cifra esatta per la vostra provincia.

La maggiorazione del 30 per cento

È il punto che cambia il modo di lavorare, ed è scritto nell’articolo 8, comma 1 del decreto. La tariffa oraria si applica maggiorata del 30 per cento quando il controllo su richiesta dell’operatore avviene fra le 18.00 e le 6.00, nei giorni festivi, oppure nei giorni feriali «con richiesta inferiore alle 24 ore rispetto all’orario previsto».

La terza ipotesi è quella che riguarda tutti. Il rilascio urgente non è un servizio a pagamento che si compra quando serve. È la stessa prestazione, con un sovrapprezzo che scatta perché avete chiesto tardi. La ASL 3 Liguria lo dice in modo diretto, indicando una maggiorazione del 30% sulla tariffa standard per il rilascio entro 24 ore.

C’è anche una maggiorazione fissa, meno nota: l’articolo 8, comma 4 aggiunge lo 0,5 per cento a quasi tutte le tariffe, per l’attuazione del piano di controllo nazionale pluriennale. Non sposta un preventivo, ma spiega perché l’importo che arriva non è mai esattamente quello del tariffario.

Infine, il costo delle verifiche analitiche finalizzate all’esportazione, comprese analisi, prove e diagnosi, è a carico dell’operatore e si aggiunge alla tariffa. Se il vostro prodotto o il paese di destinazione richiedono un campionamento, quella è una voce a sé che va chiesta prima, non scoperta in fattura.

Il modello, e quando va negoziato

Non tutti i certificati esistono già. Quando fra Italia e paese di destinazione c’è un accordo bilaterale, oppure quando il modello è concordato a livello europeo, esiste un modulo da compilare. Quando non c’è, si parte da un modello generico che nella parte descrittiva è modificabile secondo le necessità del caso.

Quel «modificabile» significa che qualcuno deve concordare il testo, e concordare un testo fra tre soggetti in due paesi aggiunge giorni che non stanno in nessun preavviso. È la ragione per cui la domanda al compratore, il primo giorno, non è se serve un certificato ma quale modello accetta la sua dogana.

La data che non si sposta

C’è un vincolo che rende inutile ogni recupero successivo, ed è il motivo per cui tutta questa procedura va anticipata invece che rincorsa. Un certificato non può essere emesso se la data di partenza della merce è anteriore alla data di certificazione.

Tradotto: il documento non si prende dopo. Se la merce è partita, non esiste una via burocratica per sistemare la cosa a posteriori, e quello che resta è una partita bloccata a destinazione con un compratore che non ha colpe. È l’errore più caro di tutta la materia, e nasce sempre dalla stessa causa: nessuno ha chiesto in tempo.

Quando il preavviso smette di stare in testa a qualcuno

Con due spedizioni all’anno il preavviso lo ricorda chi lo ha chiesto la prima volta. Con dodici spedizioni verso cinque paesi, ognuno col suo modello e la sua ASL di riferimento, quello che si perde non è quasi mai una regola. È sempre e solo una data.

È il punto in cui la scadenza va tolta dalla memoria e messa in un posto che la guarda da solo, con gli avvisi sulle scadenze operative che partono all’indietro dalla data di spedizione. Con un vincolo che vale più della tecnologia, ed è scritto in Etica: il sistema prepara e segnala, ma nessuna domanda parte verso un ente senza che una persona l’abbia letta e approvata. Su una dichiarazione all’autorità sanitaria quella firma è sostanza, non forma.

Se il vostro caso è più stretto di questa pagina

I preavvisi e le tariffe qui sopra sono di tre ASL che non sono la vostra. Se ci scrivete il nome della vostra azienda sanitaria, andiamo a leggere cosa pubblica su preavviso, modulo, indirizzo e tariffe, e ve lo rimandiamo in chiaro. Lo facciamo gratis perché ci mettiamo dieci minuti e a voi ne fa risparmiare due ore.

Risponde una persona, la stessa che poi costruisce i sistemi, entro 24 ore, con una lettura della situazione e non con un preventivo. Si scrive da qui, e basta una riga.

Domande e risposte

A chi si chiede il certificato sanitario per l’esportazione?

All’azienda sanitaria locale competente per il territorio in cui si trova lo stabilimento. Dentro la ASL cambia il servizio a seconda del prodotto: igiene degli alimenti e della nutrizione per gli alimenti di origine non animale e i materiali a contatto, servizio veterinario per gli alimenti di origine animale, i mangimi e i sottoprodotti.

La ASL TO5 pubblica tre indirizzi diversi a seconda del ramo. Una richiesta mandata al servizio sbagliato non viene respinta, viene inoltrata, e nel frattempo il preavviso calcolato si è consumato.

Con quanto anticipo va chiesto il certificato sanitario?

Non esiste un preavviso nazionale: lo fissa ogni azienda sanitaria. La ASL TO5 scrive che la richiesta deve essere inviata con un preavviso di tre giorni lavorativi; la ASL di Novara chiede la trasmissione al SIAN con un preavviso di cinque giorni lavorativi per gli alimenti di origine non animale.

Il numero va letto una volta sulla pagina della propria ASL e poi scritto dove chi prepara le spedizioni lo trova senza cercarlo. Regolarsi sul preavviso di un’altra azienda sanitaria è un modo concreto di perdere una spedizione.

Quanto costa il certificato sanitario per l’esportazione?

Si paga a tempo. Il D.Lgs. 32/2021 prevede una tariffa su base oraria per le attività finalizzate all’esportazione, calcolata per le ore o frazioni impiegate da ciascun addetto, con il minuto come frazione minima e senza computare il tempo di viaggio.

La ASL TO5 dichiara di applicare 80 euro l’ora, con 60 euro per il primo certificato con sopralluogo (45 minuti), 20 euro per i successivi nella stessa giornata (15 minuti) e 20 euro per un’attestazione senza sopralluogo. Sono importi di quella azienda sanitaria, non una tariffa nazionale.

Quanto costa chiedere il certificato all’ultimo momento?

Il 30 per cento in più. L’articolo 8, comma 1 del D.Lgs. 32/2021 prevede la maggiorazione del 30 per cento sulla tariffa oraria quando il controllo su richiesta dell’operatore avviene fra le 18.00 e le 6.00, nei giorni festivi, oppure nei giorni feriali con richiesta inferiore alle 24 ore rispetto all’orario previsto.

Il rilascio urgente, quindi, non è un servizio in più che si compra. È la stessa prestazione, con un sovrapprezzo che scatta perché la richiesta è arrivata tardi. Si aggiunge poi lo 0,5 per cento previsto dal comma 4 su quasi tutte le tariffe.

Si può ottenere il certificato dopo che la merce è partita?

No. Un certificato non può essere emesso se la data di partenza della merce è anteriore alla data di certificazione, e non esiste una via burocratica per sistemare la cosa a posteriori.

Il risultato di una richiesta tardiva è una partita bloccata a destinazione, con un compratore che non ha colpe. È l’errore più caro della materia, e nasce sempre dalla stessa causa: nessuno ha chiesto in tempo.

Note sulle fonti

  1. Decreto legislativo 2 febbraio 2021 n. 32, testo integrale: articolo 10 comma 2 per il calcolo su base oraria, la frazione minima del minuto e l’esclusione del tempo di viaggio (citato alla lettera); articolo 8 comma 1 per la maggiorazione del 30 per cento; articolo 8 comma 4 per la maggiorazione dello 0,5 per cento. L’importo della tariffa oraria sta nell’allegato 3, pubblicato in formato grafico e quindi non leggibile nel testo: per questo l’importo è ripreso da una ASL che lo dichiara, e non presentato come dato del decreto.
  2. ASL TO5, certificazione sanitaria per esportazione di alimenti, mangimi e MOCA, per il preavviso di tre giorni lavorativi (citato alla lettera), per i tre indirizzi per ramo e per l’obbligo di documentare il pagamento. Pagina aperta il 6 settembre 2026, ultimo aggiornamento dichiarato 19 agosto 2026. Il tariffario con 80 euro l’ora, 60 euro, 20 euro e 100 euro annui per stabilimento e paese terzo è il documento sulle tariffe per emissione dei certificati export pubblicato dalla stessa azienda sanitaria.
  3. ASL Novara, richiedere la certificazione sanitaria per l’esportazione, per il preavviso di cinque giorni lavorativi (citato alla lettera) e per il documento di identità fra gli allegati.
  4. ASL 3 Liguria, certificati sanitari per l’esportazione verso paesi terzi, per la packing list fra gli allegati, per il rilascio urgente entro 24 ore e per la maggiorazione del 30% sulla tariffa standard. Ultimo aggiornamento dichiarato 5 gennaio 2026.
  5. Le tariffe e i preavvisi citati sono quelli dichiarati dalle tre aziende sanitarie nominate, alla data della verifica. Non sono valori nazionali e non vanno usati come tali: la vostra ASL pubblica i propri, e sono quelli che vi verranno applicati.
·Il passo successivo

Il preavviso non è cortesia. È una riga del preventivo.

Trenta per cento in più per una richiesta arrivata con meno di ventiquattro ore è il prezzo esatto di una data non guardata. Se volete capire quale pezzo della vostra macchina perde per primo, il Diagnostico misura cinque dimensioni in cinque minuti. Niente spam: il referto è vostro, e vi scriviamo solo se ce lo chiedete.